Focus – Coronavirus e l’aumento dei prezzi della frutta e verdura

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Emergenza sanitaria Coronavirus, migliaia di morti, centinaia di migliaia di malati. Catastrofe a livello sanitario, in tutto il mondo i governi hanno imposto divieti e restrizioni per fronteggiare la diffusione del contagio da Covid 19.

C’ è un grosso pericolo che incombe sulla salute, ma non solo, le restrizioni e il dovere di restare chiusi in casa, hanno fatto sì che anche tante attività commerciali restino chiuse, creando una spaventosa crisi economica. Commercianti e piccoli imprenditori rimasti senza fonte di guadagno, sono praticamente costretti a chiedere l’”elemosina” per poter mettere un piatto sul tavolo. Alla luce di tanta emergenza sanitaria ed economica, c’è invece chi specula sul momento, aumentano in modo ingiustificato i prodotti alimentari e soprattutto nel mondo degli ortofrutticoli. Aperti in questa emergenza Covid 19 solo gli esercizi commerciali di beni di prima necessità, vale a dire i rivenditori di cibo e farmaci. Per i supermercati e i piccoli negozi di alimentari non è cambiato nulla a livello lavorativo, anzi forse qualcosa è incrementato come vendite. Non si comprende bene l’aumento dei prezzi, soprattutto nel reparto ortofrutticolo: frutta e verdura sono venduti a peso d’oro. Se “osi” fare presente la questione la risposta è sempre la stessa: l’aumento sta all’inizio della filiera, l’aumento è all’ingrosso. Il listino di frutta e verdura lievita perché i produttori hanno aumentato i prezzi, è lì che parte tutta la manovra d’aumento. Il rincaro solitamente per i prodotti della terra avviene quando si verificano forti riduzioni della produzione o eventi climatici avversi. In questo periodo nulla dei due casi si è verificato. Dicono pure che manca la manodopera per la raccolta e passi questa “giustificazione” per la verdura, ma con la frutta come la mettiamo? Arrivano segnalazioni di supermercati dove sui banconi le pere abate sono vendute a 3.98 euro al kg, le mele a quasi 3 euro al kg, lo stesso vale per le arance. Cosa è aumentato in questo caso? Sono prodotti raccolti all’inizio delle all’autunno e dell’inverno e conservati nelle celle frigorifere, si tratta quindi di un rincaro che non appare in alcun modo giustificato. Diverse associazioni dei consumatori si stanno muovendo, tipo Codacons e Federconsumatori, chiedono l’intervento dei Nas contro le speculazioni sui listini. Sono giorni che arrivano segnalazioni dei consumatori, è diventato impossibile acquistare frutta e verdura, il prezzo al kg è aumentato sensibilmente.” Fa presente la Codacons che il prezzo dei cavolfiori ha subito un aumento vertiginoso del +233% . L’ aumento dei prezzi nel settore dei generi alimentari, si evince anche dai dati diffusi dall’Istat. Il costo dei prodotti da carrello della spesa (cibo, prodotti per la cura della persona e della casa) cresce a marzo dell’1,2 per cento rispetto allo 0,3 del mese di febbraio. Secondo Codacons sono i primi effetti del Coronavirus sulle spese dei consumatori.  Alcuni commercianti spiegano che il rincaro sul prezzo della frutta e verdura è dovuto alla riduzione dei trasporti, ma anche in questo caso, l’associazione consumatori Federconsumatori assicura che non si è registrata alcuna restrizione nei rifornimenti. Si auspicano controlli dei Nas e della Guardia di Finanza per accertare e punire speculazioni sulle tasche dei consumatori. Tenendo ben presente che quelle tasche sono state fortemente indebolite dalla crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria ed è già un grosso problema fare la spesa. Esistono ancora parecchi esercenti onesti e di coscienza,fortunatamente sono la maggioranza, ma da parte di qualcuno è diventato un vero sciacallaggio. Si invitano i cittadini a segnalare alle autorità competenti aumenti speculativi. Anna Ammanniti  
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