Anna Maria e Mattia vivono a Qormi, città a sud est di La Valletta, nel cuore di Malta.
Lavorano lì da quasi cinque anni, in Italia hanno lasciato amici e famiglia. La loro è la storia di tanti giovani che hanno lasciato casa per inseguire un sogno. La finestra sul mare gli ricorda che il cuore batte per l’Italia. Come è la situazione a Malta? Quali misura sono state adottate dal Governo? <Qui inizia a fare caldo, facendo attenzione si può uscire. Il Governo si sta comportando molto bene, ha parlato chiaro alla popolazione e ha fatto le scelte giuste, nonostante non abbia blindato l’isola da subito, come molti chiedevano>. Le attività sono chiuse o qualcosa è rimasto aperto? <I ristoranti e i locali, alberghi inclusi, hanno chiuso in autonomia prima ancora che il Governo prendesse una decisione e qui è un bel sacrificio perché il turismo rappresenta una buona parte di tutta l’economia nazionale. Molti proprietari di uffici e appartamenti in affitto hanno azzerato per due mesi l’affitto da pagare ed in altri casi lo hanno dimezzato. Il Governo offre 800 euro a chi purtroppo è stato licenziato dopo la chiusura delle attività. Di sicuro ci saranno ripercussioni economiche anche a Malta, ma ognuno ha fatto la sua parte per evitare il peggio>. Voi state lavorando? Come e con quali precauzioni? <Io lavoro in un asilo nido ed è stato il primo insieme alle scuole a chiudere il 13 marzo scorso. Ora ci sono poco più di 300 casi in tutta l’isola. Mattia invece lavora perché gestendo con altri un sito di ricambi di telefonia, non ha contattati con nessuno. Possono spedire la merce tranquillamente, ovviamente sempre con le giuste misure di sicurezza e quando vengono i corrieri usano mascherine, guanti e disinfettante>. Sicuramente state seguendo la situazione italiana, come è vista da fuori? <Ovviamente siamo molto preoccupati soprattutto perché siamo lontani e possiamo vedere i nostri familiari e amici solo per video chiamata. Speriamo di poter tornare a viaggiare presto per riabbracciarli tutti>.
