Alvito – Coronavirus, “ho visto la morte in faccia”: il racconto di Laura

Caterina Paglia
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“Ho visto la morte accanto a me, come mai avrei pensato di descrivere. Oggi sono qui a raccontarlo a grande voce per ricordare alla gente che basta un attimo per essere contagiati e, di certo, non finirà qui. Non sottovalutate questo mostro!” E’ il racconto di Laura, una sopravvissuta al Coronavirus che dopo oltre due settimane è tornata a riabbracciare l’intera famiglia ad Alvito. Oggi è in buona salute, ma non dimentica le ultime settimane trascorse, dapprima all’ospedale Santa Scolastica di Cassino e poi il trasferimento, insieme ad altri contagiati, presso lo Spaziani di Frosinone.

“In certi momenti mi è sembrato di essere la protagonista di un brutto sogno – ha raccontato la signora Laura -. Mi guardavo intorno, in ospedale, e vedevo solo casi di emergenza e tanta sofferenza. Posso dire che oltre al costante monitoraggio dei medici e infermieri, la forza di reagire è arrivata grazie al supporto meraviglioso della mia famiglia, mio marito Cesidio in primis, e della comunità alvitana. Ringrazio, in particolare, il comandante della Polizia Locale Roberto Cicchini, il sindaco Duilio Martini, i Carabinieri della Stazione di Alvito e Sonia Romanelli di Verde Market per avermi fatto sentire come a casa, seppure mi trovassi distesa su un letto in ospedale. Una solidarietà che ho sentito profondamente e che mi auguro sia riservata a tutti i pazienti che attualmente stanno ancora combattendo contro questo maledetto virus. Non abbassate mai la guardia!” E l’intera comunità di Alvito è stata lieta di poter riabbracciare simbolicamente la cara Laura che però ha lanciato un messaggio importante rivolto a tutti, dopo aver sconfitto il Covid-19. La strada è ancora lunga. Caterina Paglia
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