Serie B – Frosinone, Stirpe: “Per sopravvivere accorpiamo questa stagione e la prossima”

Roberto Caporilli
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Il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, è stato intervistato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.

Nelle parole del patron giallazzurro un’analisi della situazione di emergenza che stiamo vivendo e qualche idea per consentire al sistema calcio di sopravvivere alla crisi dovuta al Coronavirus. E nel finale una visione inedita dello stadio che alla luce dello stato attuale delle cose viene visto come un rimpianto. Analisi della situazione. “Da imprenditore sono molto preoccupato, i numeri quotidiani sembrano bollettini di guerra, speriamo che le misure adottato funzionino ma questa è una crisi mai vista, neanche nel dopoguerra. Lo Stato dovrà fare la sua parte per supportare le aziende, anche quelle dello sport, con ammortizzatori sociali per le famiglie, garanzia di liquidità attraverso il sistema bancario e posticipo delle tasse a chi non sta fatturando”. Proposta per ripartire. “Se la stagione non dovesse riprendere, bisognerà pensare a un blocco degli stipendi e delle tasse. Io credo che questa stagione debba essere spalmata sulla prossima, giocare due anni in uno e far finire tutto a Giugno 2021: si congelano entrate, uscite e contratti per riprenderli quando si potrà tornare in campo, anche se si dovrà aspettare un anno. Il Governo deve accompagnarci in questo percorso, che senso avrebbe riprendere ad Agosto o a Settembre? Giocare a porte chiuse mortifica lo sport e adesso il calcio non ha alcun valore, se si riprende frettolosamente si rischia di far implodere tutto il sistema”. Rivoluzione. “In questi mesi bisogna mettere mano al sistema in modo unitario, ci sono persone che pensano a trarre vantaggio anche da questa situazione. Noi siamo terzi e ci spetterebbe la promozione ma bisogna superare questioni del genere, la crisi deve cambiare questi atteggiamenti e mettere fine a discussioni oziose che non servono al movimento“. Lo stadio. “Questa pandemia fa guardare anche al passato con occhi diversi, con il senno di poi sarebbe stato un investimento da evitare ma chi poteva immaginare una cosa del genere? Lo stadio c’è e ci sarà, sperando che si potrà tornare a riempirlo. Oggi chi ha in mente un progetto del genere farebbe bene ad accantonarlo, bisogna prima pensare a superare questa crisi”.
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