Matteo è di Anagni, la sua fidanzata Chiara di Fiumicino, vivono da due anni a Leeuwarden vicino Amsterdam. Il malvagio Coronavirus ha sconvolto anche le loro vite, tuttavia in Olanda ancora si vive la quotidianità quasi con impressionante tranquillità.

I due ragazzi raccontano come si vive la pandemia in Olanda:
“L’emergenza da noi è iniziata il 15 marzo con la chiusura delle scuole, palestre e ristoranti che non offrono servizio da asporto. Considerato che, nella nostra città questo servizio è molto frequente, numerosi ristoranti sono ancora aperti. Tra cui anche quello dove lavora Matteo. La città sembra che vive ancora la sua quotidianità: l’uso di mascherine e guanti è assente, il metro e mezzo di distanza non viene ancora rispettato dappertutto, i supermercati sono ancora molto affollati, alcune negozi sono aperti in centro. Oltretutto, chi come noi utilizza mascherine e guanti viene guardato con perplessità. Da circa 34 giorni è obbligatorio il pagamento via carta, i supermercati iniziano a menzionare la distanza tra una persona all’altra e limitano l’acquisto ad alcuni prodotti di prima necessità. Sono state istallate delle barriere per evitare il contatto con il cassiere. Al momento non ci sono assolutamente restrizioni per uscire di casa e non c’è una quarantena obbligatoria. I negozi aperti sono quelli di abbigliamento, prodotti per la casa, giocatoli ecc. ristoranti take away, supermercati, anche fabbriche e farmacie. Nonostante possa sembrare assurdo in questo momento vorremmo essere in Italia, dove i cittadini hanno compreso quanto possa essere pericoloso questo virus, mentre qui no!”
In Olanda sono state decise misure restrittive, ma non c’è un ordine di confinamento e in questi giorni, complice il bel tempo, parchi e spiagge erano affollati. Si registrano 4.749 casi di Covid-19 e i 213 morti.
Anna Ammanniti