Serie B – Coronavirus, presidente Balata: “Nessun contagiato in B? Merito del rigore delle società”

Elena Picchi
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Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, è tornato a parlare dell’emergenza Coronavirus che sta mettendo in difficoltà anche il mondo del pallone.

Ecco la sua intervista ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com: “Le azioni della Lega B sono sempre state responsabili e in linea con quanto previsto dai decreti governativi e questa linea, per i motivi che le dicevo prima, continueremo ad adottarla anche in futuro. Nessun contagiato in B? Ringrazio le società che hanno sempre operato con rigore e professionalità, in modo anche sinergico con i dettami della Lega B. Ma non basta, ora siamo entrati nel momento decisivo per la lotta a questo terribile virus e ogni sforzo fatto nelle settimane scorse potrebbe essere reso vano da comportamenti che fra la gente vedo ancora purtroppo usuali. Perdita economica? I conti si faranno alla fine, a noi tocca, insieme ad altri soggetti, contenerli e fare in modo che si azzerino il più possibile. Io ho lanciato proprio in queste ore un “piano Marshall” del calcio che possa mettere in campo strumenti straordinari e che consenta di avere delle priorità: la prima, naturalmente, riguarda la salute di tutti i tesserati, la seconda la sopravvivenza del sistema calcio italiano. Servono pertanto dei fondi straordinari, capaci di prevenire ulteriori problemi e anche di riequilibrare una situazione che non è affatto semplice e che può portare a una crisi se non si attivano degli strumenti di garanzia, naturalmente destinati ai soggetti meritevoli. Ripresa degli allenamenti? Solo quando le autorità diranno che non c’è più rischio per la salute dei tesserati coinvolti. Cassa integrazione per i calciatori? E’ chiaro che ogni soggetto, ogni attore, deve fare dei sacrifici e non intendo solo le società. Serve un’analisi approfondita che porti a una riflessione sul riequilibrio economico fra società e calciatori. Altrimenti questa crisi rischia di coinvolgere e danneggiare tutti. Tutelando le società si tutelano non solo i calciatori, ma anche quei professionisti, che, con le loro famiglie, hanno meno evidenza ma che consentono ai club di andare avanti e mi riferisco ai dipendenti“.   E.P.  
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