ULTIM’ORA Ceprano – Coronavirus, secondo decesso: muore una 79enne

Carlo Capone
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Che la situazione fosse estremamente grave lo avevamo scritto già da diversi giorni e nelle ultime ore è arrivata la conferma. E’ purtroppo deceduta la signora 79enne di Ceprano che da una settimana era ricoverata nel reparto di rianimazione dello Spaziani di Frosinone. Il secondo decesso registrato nella cittadina fluviale, dopo quello dell’85enne marito della signora morta poche ore fa. Una famiglia distrutta da una emergenza che inizia a fare veramente paura. Rimangono al momento poi altri tre casi ufficiali di positività a Ceprano, tra cui quello della figlia 59enne della coppia di anziani che non ce l’ha fatta.

Non ce l’ha fatta dunque la 79enne di Ceprano che dopo essere arrivata al Santa Scolastica di Cassino con il marito, era stata trasferita presso il nosocomio di Frosinone. A distanza di qualche giorno dalla morte del marito, avvenuta nella Città Martire, il decesso allo Spaziani. La comunità cepranese si è stretta idealmente intorno alla famiglia, con centinaia di messaggi di vicinanza che per il momento possono essere il solo veicolo di comunicazione vista la situazione. Alcuni familiari della coppia, infatti, sono stati sottoposti al tampone e sono ancora in quarantena. Unica persona per il momento risultata positiva è la figlia 59enne ricoverata allo Spaziani di Frosinone non in gravi condizioni. Una tragedia nella tragedia per la donna che non ha avuto neanche la possibilità di salutare per l’ultima volta i suoi genitori. Oltre alla 59enne, al momento sono altri due i casi positivi: quello di un 47enne in rianimazione e di un 64enne ricoverato allo Spaziani di Frosinone. Dopo la bufera dei giorni scorsi, a Ceprano non si sono registrati altri casi, con il bilancio che rimane di due morti e di tre persone attualmente positive. La paura rimane tanta, con la popolazione che sta però rispondendo alla grande ai numerosi appelli di non uscire da casa, rispettando alla lettera tutte le indicazioni che sono arrivate nei giorni scorsi. La città resiste, dunque, nella speranza che questo incubo finisca il prima possibile. CAP
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