Mezzo carcere devastato, novantacinque i detenuti che sono stati trasferiti ieri sera presso le case circondariali di Viterbo, Civitavecchia, Cassino, Velletri, Rieti e nella regione abruzzese.
E’ questo il bilancio della rivolta messa in atto dai reclusi del penitenziario di via Cerreto a Frosinone. Le trattative con la dirigenza del carcere sono andati avanti fino a tarda serata. Tra le richieste dei detenuti che per tutto il giorno dopo aver divelto una grata sono usciti nella zona passeggio della struttura arrampicandosi sui muri e sui cornicioni, quella di ripristinare i colloqui con i familiari e l’obbligo della mascherina e guanti per il personale operante per evitare un eventuale contagio del Coronavirus. A seguito dei fatti che si sono sono registrati il dirigente regionale del sindacato di polizia penitenziaria(USPP) Daniele Nicastrini ha puntato l’indice sulla legge relativa all’assetto carcerario. A cominciare dal fatto che dovrebbe essere rivista la circolare ministeriale del 2015 che dà la possibilità ai detenuti di restare con le celle aperte per otto ore al giorno. Mar.Ming.
