(di Alessandro Andrelli) Indifferente alla mail del segretario generale in merito all’obbligatorietà della pubblicazione dei redditi, la Paolacci continua a dimostrare l’inesistente spessore politico che ha. Di certo non è la sola a considerare la legge un optional (tra i suoi “amici” della maggioranza fanno finta di niente anche Baratta, Bruni, la Castagna, la De Donatis, la Di Ruscio e Mosticone), ma sicuramente questa non è una bella figura per la “vera sindaca” del governo De Donatis, nonché “regina” del Palazzo di Corso Volsci. Non che gliene importi qualcosa, solo che tale modo di fare dà a vedere per l’ennesima volta quello che è veramente o che pensa di essere. Incurante di tutti e di tutto, incluse regole e leggi dello Stato, sarebbe rapita (oramai da anni!) dal delirio di onnipotenza politica e sembrerebbe partita per un viaggio di autostima senza ritorno.
Voci molto vicine alle stanze del potere giurano che sarebbe proprio lei l’indiscussa promotrice e regista della riorganizzazione “200.0” (dopo quasi quattro anni la maggioranza De Donatis ancora organizza i dipendenti… povera Sora!) che prenderà forma a breve e che, come quelle precedenti, presenterebbe vari punti oscuri. Non per niente, ben tre diversi segretari generali non avrebbero voluto firmare la Deliberazione di riorganizzazione del personale “199.0”, da lei tanto sponsorizzata. Questa volta, però, sembra davvero fatta e non importa che Sora sia rasa al suolo, vittima della peggiore maggioranza mai vista, la Paolacci continua a operare incurante di tutto e di tutti. Sarebbero sempre e soltanto sue, supportata dal suo fido braccio armato, le decisioni prese per ogni singolo dipendente, per ogni singolo assessore e/o consigliere, per ogni singolo cittadino. Arroccata sempre nella stanza del dirigente, accessibile solo a pochi eletti, onnipresente sia durante gli orari d’ufficio sia oltre, lascerebbe a De Donatis solo il ruolo di “finto” burattinaio, mentre nella realtà sarebbe lei a muovere i fili di tutti con cattiveria ed astuzia politica senza eguali. Una catastrofe! Odio, rancore e profonda incapacità (sempre politicamente parlando, si intende!) sarebbero i cardini fondamentali del suo operato che, affogato oramai nel nulla, perché più zero di questo non si può, passerà alla storia. Cittadini, dipendenti e colleghi di maggioranza sarebbero solo comparse, prive di potere e significato, di fronte alla leader incontrastata del gruppo che, pur senza voti del popolo, detiene l’assessorato più importante e, sovrana, gestisce di fatto tutta la “piattaforma scassata” di De Donatis, manovrando quelli che si pensano attori, ma a cui resta di fatto soltanto il compito di alzare la mano in consiglio, senza capire granché. Con il suo operare, la Paolacci fa scacco matto a Sora ed ai sorani. Sembra che per risolvere qualsiasi problema in comune (passi carrabili in primis) si debba passare soltanto da lei. Niente si fa a Palazzo e in città che Maria Gabriella non voglia! Inutile appellarsi alle leggi ed ai regolamenti, tutto sembra dipendere oramai esclusivamente dalla sua volontà. Blindata da due dirigenti a lei molto vicini e dal presidente del Nucleo di Valutazione (dicono scelto sempre grazie a lei), nonché dall’ignoranza politica di chi è chiamato ad amministrare, sarebbe proprio l’assessora l’origine di tutti i mali di Sora, anche a fronte di un contorno dove di certo non ci vuole tanto per apparire onnipotente. Potere assoluto conservato distribuendo caramelle “ai bambini”. Così Lecce (e la Castagna!?!) ha finalmente il “suo” dirigente/comandante della Polizia Locale e finalmente sembra essere contento. Caschera, Baratta e Bruni vengono accontentati, ad intervalli regolari, con impegni di spesa a dir poco discutibili (lampadine, servizi per il verde pubblico, lavori di manutenzione vari anche se dove guardi guardi la città è uno schifo) e incarichi professionali (c’è anche la nomina del presidente dell’Ambiente Surl) che gridano vendetta. De Gasperis ottiene l’allargamento dell’ingresso di via Vicenne (ci piacerebbe capire la logica ingegneristica che ha dato vita ad un obbrobrio del genere e conoscere chi lo ha disegnato!), mentre Mosticone “porta a casa” un nuovo assessore. Coletta ha il mutuo per la pista ciclabile e viene accontentato su promesse passate. Alla Di Ruscio e a Gemmiti, oltre allo stipendio da assessore (e non è poco!!!), viene lasciato il bacino di voti dell’Asilo Nido, dei Servizi Sociali e della Cultura. Alla De Donatis niente… solo fumo, tanto è la cugina del sindaco e quindi si sta. Tutti coperti, tutti “appagliati”. La Paolacci continua la sua via, con il sindaco aggregato a rimorchio e la Farmacia all’orizzonte. Sora intanto muore ogni giorno di più. Fattore non rilevante… per la “lady di ferro” si può andare avanti così! Alessandro Andrelli
