FOCUS – Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise punta alla sorveglianza del territorio dall’alto con un drone

Alessandro Andrelli
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 Il più antico Parco d’Europa, che si appresta a celebrare i suoi primi 100 anni, dimostra oggi di essere all’avanguardia e al passo con i tempi, realizzando una sorveglianza dal cielo, con l’utilizzo di droni. Si tratta di una delle tante iniziative che mirano a sviluppare l’efficienza e l’efficacia delle varie attività all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che per tale motivo ha deciso di dotarsi di un primo drone, apparecchio tecnologicamente avanzato, in termini di ottiche, raggio d’azione e capacità di trasmissione di immagini. Proprio per questo sono stati formati i primi conduttori.

“Per pilotare i droni – sottolineano dal Pnalm – è stato organizzato, dalla società aggiudicataria della fornitura, uno specifico corso al quale hanno partecipato quattro addetti al servizio di sorveglianza, un addetto al servizio tecnico e un altro al reparto Carabinieri che opera nell’area protetta. Si è svolto in due sessioni:una teorica nella sede dell’ente a Pescasseroli e una pratica per l’addestramento e il pilotaggio dei droni nell’area di volo di Narni. Tutti i partecipanti hanno acquisito il titolo ufficiale di operatore aereo Enac che ha rilasciato l’apposito patentino. Stiamo portando avanti una significativa iniziativa in materia di tutela e salvaguardia del territorio e di monitoraggio della fauna e, più in generale, di tutti gli ambienti – hanno concluso -“. Il Parco di ieri, oggi e domani si attiva, ancora una volta, per controllare e custodire al meglio un importante patrimonio ambientale. Oggi, però, può agire attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie. Pienamente soddisfatti il Presidente Giovanni Cannata e il Direttore Luciano Sammarone. Caterina Paglia
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