Anagni – Operaio morto sul lavoro, più formazione e maggiore cultura sulla sicurezza

Anna Ammanniti
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Il segretario generale dell’UGL Paolo Capone, il segretario generale CDLT CGIL Frosinone Latina Anselmo Briganti e l’assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio Claudio Di Berardino intervengono sul tragico incidente sul lavoro, avvenuto ieri in una fabbrica anagnina, dove ha perso la vita un giovane operaio.

L’ivoriano Ousmane Sidibe, 24 anni ieri ha perso la vita sul posto di lavoro, schiacciato da una lastra di calcestruzzo all’interno di un impianto di recupero plastica da rifiuti Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL: E’ una ennesima tragedia inaccettabile, l’UGL è vicina alla famiglia dell’operaio. È necessaria una maggiore cultura della sicurezza e più formazione per i lavoratori, laddove vengono svolte mansioni a rischio infortuni. Non si può morire sul posto di lavoro. L’UGL è in tour in Italia con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’ volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle morti bianche. Diciamo basta a queste stragi silenziose e costanti!”.   Anselmo Briganti CGIL FROSINONE LATINA: Ancora un morto sul lavoro. Ancora un lutto tra i lavoratori e le lavoratrici della Ciociaria. Oggi un giovane, un lavoratore proveniente dalla Costa D’avorio è morto, orribilmente straziato sotto una lastra di calcestruzzo. La CGIL Frosinone Latina nell’apprendere la tragica notizia dell’ennesima morte che allunga la sempre più triste lista delle vittime, non solo esprime il suo più accorato cordoglio ma ribadisce la propria determinazione, di concerto con le Istituzioni Regionali, Istituzionali e intercategoriali di proseguire nell’opera di messa in sicurezza e tutela già avviata. Consci che questo nuovo lutto faccia comprendere a tutti quanto si sia lontani dall’obiettivo di garantire condizioni universali di sicurezza e dignità della vita nei cantieri e nelle fabbriche, la CGIL ritiene necessaria un’ulteriore accelerazione nell’affrontare con ancor più decisione e coraggio il problema.” Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio: “Abbiamo appreso con dolore della morte del giovane operaio di Anagni. Mentre gli accertamenti per appurare le esatte dinamiche di quanto è avvenuto sono ancora in corso, da parte nostra vi è sempre maggiore consapevolezza della necessità di garantire la sicurezza sul lavoro con nuovi e più incisivi strumenti. Proprio questa mattina si è aperto il confronto tecnico col ministero del Lavoro fortemente richiesto dalla Regione Lazio per la definizione di criteri di qualificazione e per l’individuazione di strumenti di premialità a sostegno delle imprese virtuose, portatrici sane nella diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro. Altri tavoli sulla salute e sicurezza seguiranno nelle prossime settimane sempre nel confronto nazionale con il Ministero. Per quanto riguarda l’ambito regionale, invece, dalla prossima settimana abbiamo programmato dei tavoli dedicati ai settori maggiormente coinvolti da incidenti sul lavoro per definire in termini preventivi tutte le azioni da mettere in campo. Ricordiamo, infine, che come assessorato al Lavoro e alla Formazione, abbiamo stanziato risorse per assicurare una formazione specifica e aggiuntiva rispetto a quella che le aziende devono fornire obbligatoriamente. Il bando, attivo da alcuni mesi, è dedicato a tutti i lavoratori, da quelli assunti nelle micro aziende, agli autonomi, ai liberi professionisti e ai lavoratori delle società di medie dimensioni nonché ai rappresentanti per la sicurezza. L’obiettivo è consolidare e promuovere ulteriormente la prevenzione e la cultura della sicurezza nei vari ambiti e ambienti lavorativi e aumentare il grado di sicurezza soprattutto nei contesti a maggiore pericolosità. Gli interventi formativi, in particolare, sono indirizzati al contrasto dei rischi più gravi, alla prevenzione delle malattie professionali e ai sistemi di gestione della sicurezza, con proposte progettuali indirizzate alla conoscenza delle regole e delle buone prassi, della conoscenza dei principali fattori di rischio specifici per ogni comparto di riferimento e all’acquisizione di comportamenti adeguati da parte dei singoli lavoratori”. Anna Ammanniti
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