Arpino – Cuori connessi ed occhi che guardano, attenzione a non rimanere intrappolati nella rete

Sara Pacitto
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In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete, presso la sala convegni della Fondazione “Umberto Mastroianni” nel prestigioso Castello Ladislao, si è tenuto ieri mattina l’appuntamento “Safer Internet Day 2020”, un’importante conferenza organizzata dall’Istituto Comprensivo “M.T.Cicerone” di Arpino che rientra nell’annuale progetto della Polizia di Stato di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo, cyberbullismo e tutte le forme di prevaricazione via web.

Hanno partecipato circa 170 alunni delle classi II° e III° della scuola secondaria di primo grado di Arpino, Fontana Liri e Santopadre. L’incontro è stato proposto e promosso dalla prof.ssa Stefania Rea, realizzato grazie alla particolare sensibilità dimostrata nei confronti delle tematiche ed alla piena disponibilità rispetto all’iniziativa della Dirigente Scolastica prof.ssa Gabriella La Marca. Il dibattito è stato interamente curato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Frosinone, con la presenza dell’Ispettore Superiore Marco Rea, l’Ispettore Petrucci Giancarlo e l’Assistente Capo Coordinatore Carbone Antonio. Si è parlato di pedofilia: l’Ispettore Superiore Marco Rea ha introdotto l’argomento spiegando che, relativamente all’approccio con le piattaforme social, l’età è una componente importante, per cui si raccomanda ai genitori la massima attenzione sull’attività dei propri figli con il sistema «Bisogna proteggere le fasce più deboli, gli adulti siano “occhi che guardano”. Il silenzio di un bambino potrebbe essere la voce di una insofferenza. Le famiglie sono spesso distanti dalle Istituzioni, non accettano consigli, sono poco collaborative: in tal modo mancano nei confronti dei propri figli. L’atteggiamento dei genitori è fondamentale, è esempio di vita per i bambini». Gli adolescenti sono invece stati esortati a non lasciarsi ingannare dalla “realtà” virtuale che, molto spesso, si rivela subdola «Dall’altro lato del monitor potrebbe esserci chiunque. Gli adescatori sono furbi ed infidi: se notate qualcosa di strano, richieste particolari ed insistenti, non abbiate timore di parlarne con i genitori, oppure a scuola. Dietro frasi lusinghiere spesso si cela l’insidia: se non siete certi di conoscere l’interlocutore non lasciatevi circuire da belle parole: siate più furbi del “mostro”». La legge prova a tutelare gli utenti della rete ma non sempre ci riesce: nel caso di filmati diffamatori, oggi viene punito chi realizza il video, chi lo posta ed anche chi lo guarda senza denunciare l’accaduto. Purtroppo però i dati che permettono di risalire ed identificare i violatori sono custoditi in server internazionali e la burocrazia è complicata «Nel momento in cui ci si iscrive ad una piattaforma è bene leggere tutte le normative sulla privacy ma, ancor meglio, è necessario riflettere prima di pubblicare una foto, un video, oppure trascrivere informazioni personali o dati sensibili: una volta postati, non sono più nostri. Esistono organizzazioni criminali che lavorano esclusivamente sulle piattaforme in cerca di info. Dobbiamo essere vigili di noi stessi e tutelare la nostra vita, non è necessario condividere il quotidiano. Un altro consiglio è quello di non utilizzare la stessa password per account diversi; per gli acquisti “on line”, invece, non usare i motori di ricerca per poi aprire uno dei link trovati ma digitare direttamente l’url del sito ufficiale che si intende visitare». Anche nel caso di bullismo e cyberbullismo l’invito è il medesimo “Parlare subito, Parlare sempre” «La persona che si considera più forte in realtà è più debole degli altri: aiutiamo le vittime di bullismo ma recuperiamo anche i bulli. Tenete sempre a mente che ognuno ha una sensibilità diversa ed il limite di ciascuno è personale, nessuno lo conosce. Bisogna essere attenti nei confronti del prossimo: mai escludere qualcuno dalle attività comuni, mai offendere gli altri, soprattutto se l’offesa è di un gruppo. Il 50% delle vittime di cyberbullismo ha pensato di suicidarsi: tenete a mente questo dato». L’Ispettore Rea ha voluto specificare che l’intento delle forze di Polizia non è quello di demonizzare l’uso della tecnologia «In effetti la tecnologia è una grande alleata dell’uomo, purché venga impiegata ed usata in maniera ragionevole. Il mondo virtuale è un mondo costituito da illusioni. Lo stesso termine “social” inganna: se pensiamo che sono proprio i social a toglierci la comunicazione diretta, ci stiamo chiudendo agli altri, stimo diventando asociali. Riflettano le nuove generazioni: non ci saranno bravi genitori se non si saprà intrattenere i propri figli senza un display. I parchi ormai sono deserti, le panchine vuote. L’invito è quello di condividere la vita nella realtà e non nel virtuale: di quest’ultimo non rimane nulla. Non buttate via il vostro tempo tenendo gli occhi bassi su uno schermo ma tenete alta la testa per guardate negli occhi chi vi sta accanto. Non passate la vita intrappolati nella rete: vivete la vita vera». Gli studenti hanno partecipato al dibattito con estrema attenzione e compostezza: al termine della conferenza è stato distribuito del materiale informativo, con i numeri utili da contattare, e la pubblicazione “#Cuoriconnessi”, un libro di storie vere raccontate dalle vittime di cyberbullismo realizzato in collaborazione della Polizia di Stato nell’ambito del progetto educativo contro il dilagante fenomeno delle diverse forme di prevaricazione in rete. La Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “M.T.Cicerone”, prof.ssa Gabriella La Marca, ha voluto ringraziare l’Ispettore Superiore Marco Rea e la Polizia Postale di Frosinone che, con estrema delicatezza e competenza hanno illustrato gli argomenti agli alunni presenti. Un particolare ringraziamento alla prof.ssa Stefania Rea per aver organizzato l’evento informativo, a tutti i docenti per la costante sensibilità e competenza rivolta agli studenti, e ad Andrea Chietini, Presidente della Fondazione “Umberto Mastroianni”, per l’attenzione nei confronti del progetto e l’indiscussa ospitalità. Sara Pacitto
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