Servirà un nuovo processo d’Appello per l’omicidio Marco Vannini. Così hanno deciso i giudici della prima sezione penale della Cassazione che hanno accolto la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore generale della Cassazione Elisabetta Ceniccola.
Poco prima delle ore 18 di oggi venerdì 7 febbraio, la Cassazione ha accolto il ricorso della procura generale annullando la sentenza di secondo grado per l’omicidio di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni ucciso nel 2015. Antonio Ciontoli in questa sentenza era stato condannato a 5 anni, Maria Pezzillo, moglie di Ciontoli, e i loro figli Federico e Martina condannati a 3 anni. Il processo d’Appello verrà rifatto per tutta la famiglia di Antonio Ciontoli. Secondo i giudici ad Antonio Ciontoli, sottufficiale della Marina, non sfuggì “per errore” un colpo di pistola, ma sparò per uccidere. La decisione dei giudici è stata accolta da applausi e lacrime di gioia dei familiari e degli amici di Marco. Il procuratore generale Elisabetta Ceniccola nel corso della sua requisitoria: “Si tratta di una vicenda gravissima per la condotta degli imputati e addirittura disumana considerati i rapporti con la vittima. Marco era un ospite in quella casa e come tale andava trattato. Marco Vannini non è morto per il colpo di pistola ma per i 110 minuti di ritardo nell’allertare i soccorsi. Tutti per ben 110 minuti mantennero una condotta omissiva menzognera e reticente. La gravità della situazione era sotto gli occhi di tutti loro. Se metto una bomba su un aereo non posso dire che non volevo far morire delle persone. Nel caso di Marco Vannini il proiettile è come la bomba di quell’aereo” . Marina Conte, mamma del giovane Marco “Non ci speravo più. Non ci posso ancora credere, sono troppo felice. La Cassazione ha restituito a mio figlio il rispetto che merita” “Nessuno mi ridarà mio figlio, ma è giusto che qualcuno paghi per la sua morte”. Anna Ammanniti
