Anagni – I Carabinieri a scuola per parlare di legalità

Anna Ammanniti
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Nella mattinata di ieri, il Comandante della Stazione Carabinieri di Anagni nell’ambito delle iniziative connesse al protocollo d’intesa tra l’Arma dei Carabinieri ed il Ministero dell’Università e della Ricerca sulla “formazione della cultura e della legalità”, ha incontrato gli alunni dell’Istituto Comprensivo Regina Margherita di Anagni.  All’incontro hanno preso parte circa 50 studenti oltre al corpo docenti.

Molti i temi affrontati con i ragazzi, tra cui il bullismo e vandalismo, l’effetto delle sostanze stupefacenti e dell’abuso di alcool, l’educazione stradale, la violenza intra-familiare e di genere, la pedo-pornografia nel web e la pericolosità dei contatti con utenti sconosciuti. Ricorrendo ad esempi concreti legati alle esperienze professionali ed attraverso un linguaggio semplice e diretto, è stata sottolineata l’importanza della collaborazione con l’istituzione per favorire la prevenzione e la repressione dei reati, ribadendo il principio che “la Stazione dei Carabinieri deve essere considerata luogo di accoglienza di chi ha bisogno di aiuto e di tutela dei propri diritti”, vera e propria “interfaccia” tra il cittadino e l’Arma dei Carabinieri, Istituzione dello Stato impegnata costantemente da oltre 200 anni, nella difesa dei diritti sia in Italia che all’estero. L‘obiettivo di questi incontri nelle scuole è quello di fornire delle informazioni più approfondite ai giovani su temi che li toccano da vicino. Il Comandante della Stazione di Anagni ha spiegato che l’assunzione di droghe è comunque un illecito, che può assumere carattere amministrativo e/o penale, aggiungendo che anche la semplice segnalazione quale assuntore di stupefacenti può precludere la partecipazione ad un concorso pubblico. La curiosità degli studenti si è concentrata non solo sull’uso droghe e dell’alcol ma anche sulla violenza in genere e sulle problematiche che riguardano Internet ed il cyberbullismo, formulando numerose domande anche in considerazione che ognuno di essi ha almeno un profilo su un social network ma spesso si è poco consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalla pubblicazione in rete di foto e quant’altro.  
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