In occasione di san Francesco di Sales, protettore dei giornalisti, il saluto e il il grazie di don Mario Zeverini agli operatori del settore. Tg24 ringrazia per la consueta attenzione dimostrata ricambiando con la stessa stima ed amicizia. Ecco il testo arrivato alla nostra redazione.
“Carissimi amici delle Comunicazioni sociali, non posso far passare certe ricorrenze senza rivolgervi un cordialissimo saluto e un monte di grazie per le notizie che ci portate in casa, scrivendo, fotografando e trasmettendo le realtà giornaliere. Non stando più tra le gente si desidera conoscere le realtà e la storia di tutti i giorni, soprattutto quando si presenta con la veste delle cose belle. Le cose brutte fanno sempre rumore, ma delle cose belle – che rendono vitale ed amabile il nostro territorio,- le attendiamo da voi. Che il bel sole che ci illumina in questi giorni vi sia di buono auspicio, sempre. Non sono mai stato travolto dalla pastorale dell’immagine, prima di tutto contano i volti, ma è bella la comunicazione che ha un’anima, soprattutto dell’amicizia e della stima reciproca. Buona festa, è bello far rivivere i ricordi delle feste fatte anche con la presenza dei Volti: Onore e gloria anche per quelli i cui volti non li vedremo più. Domani mattina, ore otto, in san francesco celebrerò la Santa Messa proprio per loro. Ciao Don Mario” PER SAPERNE DI PIU’: San Francesco di Sales Vescovo: 24 gennaio Thorens, Savoia, 21 agosto 1567 – Lione, Francia, 28 dicembre 1622 Nato in Savoia nel 1567 da famiglia nobile fu avviato alla carriera di avvocato ma scoprì la vocazione al sacerdozio e venne ordinato nel 1593. Si dedicò alla predicazione ma, per essere più efficace, decise di diffondere tra le case alcuni fogli informativi sui temi che gli stavano a cuore. Volle poi di affrontare la sfida più impegnativa per quei tempi e chiese, quindi, di essere inviato a Ginevra, culla del calvinismo. Qui si spese nella pastorale e nel dibattito teologico con gli esponenti della Riforma. Divenne vescovo della città nel 1602. Morì a Lione il 28 dicembre 1622. Prima che predicatore e comunicatore, il patrono dei giornalisti fu una guida spirituale che seppe condurre con umiltà e comprensione verso la verità. Patronato: Giornalisti, Autori, Scrittori, Sordomuti Etimologia: Francesco = libero, dall’antico tedesco Emblema: Bastone pastorale S. Francesco di Sales (1567-1622), patrono dei giornalisti. Perche mai? Interrogativo, questo, che non potranno non porsi con stupore quanti si accontentano di esemplificazioni storiche e luoghi comuni. Che cosa abbiano da spartire i mezzi di comunicazione sociale con un vescovo e teologo del ‘600 Proveniente dal mondo dorato della nobiltà sabauda, Francesco scelse la via del sacerdozio dopo gli studi giuridici compiuti a Parigi e a Padova. L’instancabile attività ministeriale, dispiegata in una regione prevalentemente calvinista come lo Chablais, Con la sua capacità di andare controcorrente, la lungimiranza e modernità, di cui Francesco di Sales aveva già dato prova nel primo confronto col mondo riformato: lo convinsero a comunicare, oltre con i mezzi classici, come la predicazione e la disputa teologica: egli ne aveva escogitato uno, davvero particolare: pubblicazione di fogli volanti (i cosiddetti manifesti) che, pensati come mezzo di catechesi e informazione religiosa, potevano raggiungere tutti attraverso l’affissione murale o la consegna ai singoli usci. Ai toni polemici e atteggiamenti severi Francesco preferì inoltre il metodo del dialogo e della dolcezza, seguendo la massima: «Se sbaglio, voglio farlo per troppa bontà piuttosto che per troppo rigore». Vi si attenne anche negli scritti (dalle oltre 30mila lettere a un capolavoro di mistica come il Trattato dell’amore di Dio), redatti fra l’altro con un linguaggio semplice e insieme elegante, coinvolgente e ricco d’immagini. Fu dunque una giusta valutazione quella che indusse Pio XI a proclamare Francesco di Sales, il 26 gennaio 1923, patrono di «tutti quei cattolici, che con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina» (Enc. Rerum omnium). All’indomani del Vaticano II Paolo VI volle nuovamente additare il vescovo di Ginevra come modello dei giornalisti cattolici nella lettera apostolica Sabaudie gemma. È diventata poi tradizione che il testo del messaggio pontificio in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali venga pubblicato proprio in concomitanza con la memoria liturgica del santo (24 gennaio). Red.
