(di Alessandro Andrelli) De Donatis colpisce ancora… a vuoto e nel vuoto però, come sempre. Qualche giorno fa sul suo profilo Facebook, il primo cittadino recita il ruolo della vittima in modo sublime (è un maestro nel fare questo!!!) per le 21 transenne più famose della città che “qualcuno” avrebbe osato profanare. Costate ai sorani ben 9.900 euro (perché griffate G124?), a detta del sindaco sarebbero state vittima di grande scempio, consistente in cartelli riportanti alcune delle principali problematiche che affliggono Sora ed i sorani (sicurezza nelle scuole, illuminazione, strade, marciapiedi, decoro, castello, impianti sportivi, Tomassi, Farmacia e INPS).
Chi si è permesso di osare tanto, forse ha dimenticato che con la maggioranza di De Donatis è stata cancellata la democrazia. Da tre anni e mezzo, non è concessa libertà di pensiero, non è permessa libertà di parola e si entra anche nel merito delle amicizie. Il comune è stato trasformato in Alcatraz ed i dipendenti considerati “contro” duramente puniti e castigati. Tanti i ricorsi presentati ed in procinto di esserlo. Stante l’obiettivo di zittire tutti quelli che la pensano diversamente, con un clima di terrore e porte chiuse, di certo non si poteva accettare in silenzio una manifestazione (totalmente democratica a nostro avviso) di pensiero diverso, come quella di cui parliamo. Non è concesso fare ciò, in quanto manca totalmente quell’elasticità politica necessaria per inquadrare la protesta come stimolo di riflessione e di autocritica, nonché di bilancio sul proprio operato. Nulla si può dire su questa “super” piattaforma, sono ammessi solo autoproclami ed autoincensi. Poi se di fatto la scialuppa è totalmente affondata è un semplice dettaglio!!! L’importante è che le “penne amiche” continuino a scrivere che tutto va bene, poi se Sora è in ginocchio ed è ridotta in macerie, non importa granché. Il patto di fine mandato diventa cronoprogramma come se niente fosse, dentro al cimitero a causa dell’assenza di sorveglianza oltre al sesso orale si aggiunge anche un gatto tagliato a metà, la città procede allo sbando con finanziamenti persi ed altri in procinto di essere persi… ma il problema dov’è? Non ce!!! E chi osa dire il contrario deve essere solo azzittito. Dopo anni di inerzia si sottoscrive anche il contratto per la scala del Simoncelli e poiché tutto il lavoro deve essere rendicontato entro settembre 2020, sembrerebbe che l’ordine sia quello di procedere allo sventramento e demolizione del corpo centrale oggetto dell’intervento mentre le attività scolastiche sono in corso e gli alunni sono in classe. Ma da quale grande mente politica viene fuori tutto questo? Da De Donatis che è anche un tecnico? O da Bruni che da reddito zero con questo mandato ha ottenuto un posto a Bruxelles? Il partito sa con chi ha a che fare e gli infiniti danni (dureranno decenni!!!) che la sua incompetenza politica sta infliggendo ai sorani?
E mentre De Donatis pensa solo a Renzo Piano, come fosse l’unico e solo obiettivo da raggiungere, gli altri continuano a distruggere Sora tra Reset si e Reset no, alzate di mano in consiglio senza consapevolezza alcuna. Di fatto, in fondo restano tutti grandi amici. Una sceneggiata politica fatta da personaggi che non vogliono uscire di scena né far scendere il sipario. Così cercano di posizionarsi di nuovo con cene, pranzi ed incontri più o meno segreti. Sembra che Enzo Di Stefano vorrebbe riprenderli tutti, ad eccezione di Bruni, e che dice in giro di essere pronto a tornare. Flashback di un passato lontano che tanto ricorda la prima repubblica e tutti i disastri ad essa associati. Tutti impegnati ad accaparrarsi la poltrona, al solito non considerano i sorani, pronti questa volta a discernere e ad usare le mazze da golf!!!
Alessandro Andrelli
