ESCLUSIVA – Maltempo e alberi caduti: la tutela del verde urbano, intervista al colonnello Giuseppe Lopez

Anna Ammanniti
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( di Anna Ammanniti) Maltempo, raffiche di vento e alberi caduti e pericolanti; pioggia battente, strade allagate e chiuse per la caduta di grosse piante abbattute dal vento, albero secolare che schiaccia una vettura e quant’altro. Queste sono le notizie che spesso si leggono in seguito a un temporale, a un nubifragio.

Quando la protezione civile dirama il bollettino di allerta gialla o arancione, il pensiero si sposta immediatamente sugli alberi e sulle situazioni di pericolo causate dal cedimento delle piante e dei rami. Prevenire è sempre meglio che curare, come celebra il celebre proverbio dei prudenti e in questi giorni di condizioni meteo avverse si ripropone il tema della corretta gestione delle alberature urbane. Abbiamo parlato dell’argomento con un esperto in materia, il col. Giuseppe Lopez comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma, laureato in Scienze Forestali V.O e laurea Magistrale in Giurisprudenza.  “Il verde urbano costituisce un patrimonio cittadino pertanto va curato. È necessario prima premettere che le piante sono esseri viventi e come tali nascono, crescono, invecchiano e muoiono. Hanno bisogno per crescere armonicamente di luce, spazio, di un terreno fertile, che consenta un corretto sviluppo dell’apparato radicale, del fusto e della chioma. In un contesto urbano la scelta della specie dovrebbe tenere conto di tutti questi aspetti e non essere basata esclusivamente sul lato estetico. Piante messe a dimora in condizioni tali da non garantire un corretto ed armonico sviluppo, si adattano all’ambiente assumendo forme e sviluppo anomalo, tanto da costituire potenziale pericolo per le strutture e le persone. Si pensi al pino domestico (Pinus Pinea L.) pianta eliofila (bisognosa di luce) con apparato radicale superficiale e chioma concentrata sul terzo superiore (nella parte alta del fusto) che in occasione di condizioni meteorologiche anche non particolarmente avverse, può subire sollecitazioni tali da determinarne lo schianto a terra. Si pensi alle latifoglie (platani, tigli, lecci) che per contenere il rigoglioso sviluppo delle chiome vengono sottoposte a drastiche potature, fino ad arrivare alla capitozzatura (intervento tecnicamente non corretto) che crea grosse ferite sulla pianta aprendo vie preferenziali per l’ingresso di parassiti e patogeni che provocano marcescenza interna del fusto e conseguente riduzione della stabilità della pianta. La scelta della specie da mettere a dimora è pertanto fondamentale e non può prescindere da considerazioni tecniche sulle modalità vegetative delle piante. Scelte non corrette possono concorrere a determinare problemi a cui stiamo assistendo in questi giorni. “ –         Quali sono le normative vigenti sul verde urbano? In linea generale il verde urbano rientra tra le competenze dei Comuni e attraverso il regolamento comunale si possono disciplinare le modalità di taglio e di sostituzione delle specie, a meno che non si tratti di ville, giardini e parchi storici sottoposti a vincolo dei beni ambientali. –         Quali sono gli adempimenti a carico dei Comuni? I Comuni sono direttamente responsabili delle alberature radicate nelle aree di loro proprietà ed hanno l’obbligo di impedire che le piante o parti di esse possano causare danni alla collettività pertanto dovrebbero controllare periodicamente lo stato di salute delle piante attraverso figure professionali specifiche ed adottare tutti i provvedimenti necessari a tutelare la pubblica incolumità. Se necessario devono abbattere quelle piante che presentano segni di instabilità. Inoltre, in via generale, hanno il dovere di intervenire, mediante gli atti previsti dall’art. 54 del TUEL, anche sul patrimonio urbano di terzi ove vi siano pericoli concreti per la pubblica incolumità. –         Quali sono i soggetti responsabili in caso di caduta di alberi su strada pubblica e degli eventuali danni? In caso di danni conseguenti alla caduta di piante o parti di piante risponde il proprietario della pianta che in genere coincide con il proprietario del terreno dove è radicata la pianta.  Il verde urbano deve essere gestito e le piante devono essere sostituite una volta che hanno completato il ciclo vitale o che si trovano in precarie condizioni di vegetazione. –         Quali accorgimenti dovrebbero essere adottati per garantire maggiore sicurezza per il verde pubblico? I Comuni dovrebbero censire tutto il patrimonio arboreo e pianificare la graduale sostituzione di quelle specie invecchiate o che costituiscono un potenziale pericolo per la collettività. Il piano di gestione del verde urbano costituisce strumento utile per l’amministrazione in quanto consente di programmare le attività di conservazione e miglioramento e per gli utenti che beneficiano delle garanzie a propria tutela. Per garantire la sicurezza è preferibile fare scelte definitive (taglio e sostituzione della specie) piuttosto che adottare soluzioni temporanee (potature drastiche o sostegni e tiranti, che non sempre costituiscono la soluzione definitiva, anzi molto spesso rappresentano un palliativo temporaneo e piuttosto pericoloso). In conclusione il verde urbano è un patrimonio della collettività non solo per gli effetti paesaggistici ma anche per i benefici diretti ed indiretti (ombra, fresco, stabilità e permeabilità del suolo), pertanto va conservato e tutelato nei migliori dei modi. Anna Ammanniti
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