I consigli per evitare truffe, le offre Giovanni Nardone, Presidente Provinciale di Konsumer Italia di Frosinone.
La stagione dei saldi invernali 2020 è ufficialmente iniziata oggi, ma, come ogni anno, ciascuna regione d’Italia ha fissato una sua precisa data d’inizio (e una sua precisa data di fine). Quest’anno c’è abbastanza omogeneità per quanto riguarda l’apertura della stagione invernale degli sconti: tutte le regioni d’Italia, infatti, hanno deciso di fissare il via ai saldi appunto tra oggi ed il 4 gennaio 2020, quando ancora gli italiani si staranno godendo le festività natalizie in attesa dell’arrivo della Befana. Più varietà, invece, per quanto riguarda il termine delle svendite invernali: le date di chiusura dei saldi invernali 2020, infatti, oscilleranno tra la metà del mese di febbraio (come ad esempio nel Lazio, in Liguria e in Trentino Alto-Adige) e il 31 marzo 2020 (in Friuli Venezia Giulia). Il Lazio è una delle regioni in cui i saldi dureranno di meno (dal 4 gennaio al 15 febbraio). Ricordiamo che la stagione dei saldi in Italia è regolata da alcune norme specifiche: i negozianti, ad esempio, hanno l’obbligo di indicare sempre il prezzo originale dei prodotti in promozione, a fianco alla percentuale di sconto e al prezzo finale scontato. Inoltre, è possibile applicare gli sconti solo sui prodotti a carattere stagionale e ritenuti “di moda” (cioè quelli che hanno probabilità di subire un deprezzamento nell’eventualità in cui non vengano venduti durante la stagione). I prodotti in saldo, poi, devono essere esposte in aree separate rispetto alla merce non in promozione, per evitare che i clienti possano entrare in confusione. È questo uno dei momenti più attesi, quello in cui acquistare un oggetto che si è desiderato per tanto tempo, perché la corsa ai saldi e la caccia all’affare sono una tradizione nel nostro Paese, anche se nel corso dell’anno non mancano altri momenti particolari. La merce invernale vedrà un calo del prezzo, con variazioni che sono state stabilite nelle varie regioni. Nel Lazio tale iniziativa sarà utile alle persone che vogliono provare a rinnovare il guardaroba personale o la casa ma, anche alla luce della grave caduta del potere di acquisto delle famiglie attestata dall’Istat, l’andamento non potrà che essere estremamente negativo soprattutto nella ns. provincia dove sicuramente quest’anno, si prevede un andamento decisamente sottotono. Dopo anni di richieste, bisogna pur dire che qualcosa si smuove sul fronte dei saldi ma, ormai nemmeno l’anticipazione è più sufficiente per risollevare il disastroso andamento dei consumi: è necessaria una completa liberalizzazione. Sarebbe quindi cosa razionale se le Autorità amministrative locali competenti in materia decidessero apertura immediata dei Saldi, in attesa di una loro definitiva liberalizzazione, poichè la grave situazione economica suddetta incidera’ pesantemente sull’andamento dei saldi. Appena una famiglia su tre acquisterà a saldo nella nostra Ciociaria, con una spesa presunta che si attesterà a circa 120 Euro a famiglia con un giro di affari complessivo che ammonterà quindi a meno di 20 milioni di Euro. I prodotti maggiormente acquistati saranno quelli necessari, a cui le famiglie hanno rinunciato finora proprio in vista delle vendite promozionali. Non c’è più margine per concedersi il lusso di capi eccezionali e vezzi “superflui”, gli acquisti sono orientati su capi di tutti i giorni, che è giunta l’ora di sostituire. Tale andamento e tali atteggiamenti sono frutto della forte contrazione dei consumi che caratterizza ormai da anni il nostro sistema economico ed è inutile sottolineare, ancora una volta, le gravi ripercussioni che questo andamento avrà sul benessere delle famiglie ed anche sull’intera economia provinciale. Per questo si fa sempre più urgente un rilancio del potere di acquisto, necessario per rimettere in moto il sistema economico e produttivo, perché ormai neppure i saldi bastano per “invogliare” i cittadini a fare acquisti costituendo così una tendenza che mette in crisi l’intero sistema economico, alla quale è necessario che il Governo Centrale dia risposte immediate. È indispensabile ampliare la platea delle misure di sostegno al reddito fisso soprattutto a pensionati, incapienti e famiglie numerose, per rimettere in moto la domanda interna e l’intera economia. Ci si potrà riprendere solo quando si faranno manovre di sviluppo, con aumento del potere di acquisto perché anche i saldi, in tal senso, rappresentano un’importante opportunità: quindi ribadiamo la necessaria che si attui inoltre una vera e propria liberalizzazione completa dei saldi. Ecco perché ci aspettiamo che le Autorità amministrative locali competenti in materia si riuniscano immediatamente e decidano per una apertura immediata e permanente della stagione dei Saldi, sperando appunto che presto vi sia la completa liberalizzazione ed a tale proposito chi ha più filo tessa la propria tela con chiarezza trasparenza e onestà nei confronti del Mercato e del Cittadino-Consumatore. Vista la particolare e delicata situazione di crisi, inoltre, non vogliamo categoricamente sentir parlare di truffe o trabocchetti nelle vendite a saldo, perché sono stratagemmi, già di per sé intollerabili, che in questo particolare momento nessuno si può permettere di attuare. Per i pochi che acquisteranno in saldo, di seguito il decalogo dei consigli utili per non incappare in truffe e finte promozioni: 1. verificare oggi, prima della partenza dei saldi, il prezzo pieno del prodotto che si intende comperare, fotografandolo con il telefono cellulare per avere una testimonianza certa. In questo modo sarà possibile valutarne la reale convenienza; 2. non fermatevi mai davanti alla prima vetrina, confrontate i prezzi in più negozi e orientatevi verso beni o prodotti che vi servono veramente; 3. diffidate dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non vi consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%; 4. i prodotti venduti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma di questa stagione! La merce di risulta o di magazzino non può essere mescolata con i prodotti in saldo: dovrà essere venduta separatamente; 5. occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto; 6. non esiste l’obbligo di far provare i capi, è a discrezione del negoziante. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare nel caso di capi di abbigliamento che si possono solo guardare; 7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat; 8. conservate sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso per far valere la garanzia di 2 anni in caso di merce fallata o non “conforme”, obbligando il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato; 9. problemi o “bufale” devono essere subito denunciate ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o ad una Associazione dei Consumatori. 10. per non eccedere con le spese, in ogni caso, stabilite sempre un budget massimo per i vostri acquisti.
