ESCLUSIVA Colleferro – Discarica Colle Fagiolara: i motivi del sequestro

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Venerdì scorso i Carabinieri Forestale hanno sequestrato alcuni lotti della discarica di Colle Fagiolara e l’impianto della centrale di produzione elettrica da biogas.

In seguito alle numerose segnalazioni per gli odori nauseabondi provenienti dalla discarica e agli accertamenti tecnici di Arpa Lazio, gli uomini del comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma il col. Giuseppe Lopez, con il reparto Nipaaf, hanno effettuato dei sopralluoghi con i relativi accertamenti, successivamente ai quali è stata accertata la violazione dell’AIA. Un’annosa problematica quella dei cattivi odori che rende la vita impossibile ai residenti. La discarica è una sgradevole cambiale che il territorio paga dalla fine degli anni 90. L’enorme montagna di rifiuti ha decretato la chiusura del Parco Naturale La Selva, situato a poche centinaia di metri, con la relativa “morte” dell’ambiente, turismo e lavoro. Dopo il danno arriva inevitabilmente la beffa, niente più parco e lavoro, in compenso l’aria puzzolente che quotidianamente “asfissia” i residenti, i passanti e i cittadini di tutta l’area. I miasmi causati dalle emissioni odorigene incorniciano una situazione di disagio che va avanti da decenni.  Grazie all’intervento dei Carabinieri Forestale, finalmente saranno apportati gli adeguamenti necessari alla discarica affinché non ci siano più i cattivi odori. In stretta collaborazione con Arpa Lazio i militari hanno accertato delle violazioni all’Autorizzazione Integrata Ambientale, relative all’area di coltivazione più vecchia e chiusa da anni. L’accertamento dei Carabinieri Forestale ha evidenziato che la gestione dell’area dismessa non rispettava le modalità previste dall’AIA, in sostanza anche se quell’area è chiusa da anni, la gestione deve seguire le indicazioni previste dall’Autorizzazione. Quell’area è stata gestita senza effettuare tutte le accortezze dettate dall’Aia con enorme impatto ambientale e soprattutto emissione di cattivi odori. I militari hanno così sequestrato circa 45 mila mq dell’area e l’impianto di biogas inattivo da qualche mese perché doveva essere cambiato il motore. Il gestore della discarica è tenuto ora a fare gli adeguamenti necessari. Anna Ammanniti  
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