Editoriale – Sora, finisce un altro anno di De Donatis e di disastri senza fine!!!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Sarà ricordata come la maggioranza che ha spianato Sora, radendola al suolo dopo aver causato danni infiniti e, forse, irreparabili. Una distruzione voluta e scientifica che solo in apparenza sembrerebbe senza un perché. De Donatis inizia la sua opera da lontano.

In prima battuta spiana il museo civico, per passare subito dopo alla squadra A1 di pallavolo ancora oggi in esilio. A seguire é storia di ordinaria follia, in una girandola di pazzia politica allo stato puro. Il licenziamento dell’arch. Vinciguerra costa quasi 100mila euro alle tasche dei sorani ed anticipa le persecuzioni di tanti dipendenti. Di fronte ad una situazione insostenibile fatta di funzionari tenuti seduti anni in uffici completamente vuoti o quasi, si generano diversi ricorsi, già inoltrati o in procinto di essere presentati al giudice del lavoro, per demansionamento e mobbing. Di seguito il gruppo De Donatis sarebbe passato alla distruzione degli uffici, dei servizi e dei settori, mischiando tutto, competenze e faldoni inclusi, perché lì dove niente funziona diventerebbe più facile creare l’urgenza e far avvenire ciò che si vuole senza il rispetto delle procedure. Per non parlare dei tanti finanziamenti persi e dei numerosi mutui (quindi debiti) contratti, dei lavori non iniziati per niente, non finiti o finiti male. Si è partiti con la chiusura dell’università per continuare con la chiusura dello sportello Acea, del mattatoio (senza ricostruirne un altro naturalmente!) e con il prossimo trasferimento della sede Inps. Dimenticata completamente la nuova sede del Commissariato della Polizia di Stato. Patetica e senza eguali la recita fatta davanti a Renzo Piano. Sceneggiate da prima repubblica, con le ruspe che fingono di iniziare l’abbattimento solo per permettere taglio del nastro e discorsi autoacclamatori (quanto piacciono questi teatrini al primo cittadino ed ai suoi “compagni big” di maggioranza!!!) per poi scomparire dopo meno di due ore nel nulla e lasciare, ad oggi, il mattatoio ancora là, con il muro di cinta delimitato (è solo in parte, neanche tutto!) da 21 transenne griffate G124 che costano ai sorani 9.900 euro. Le beffe continuano su tutti i fronti. L’asilo nido, la biblioteca e il servizio civile… uno scandalo! La bagarre continua con la denuncia sui possibili tagli all’assistenza specialistica nelle scuole, urlata ai sorani dall’ex sindaco Andrea Petricca (leggi qui) nel lontano 31 agosto scorso. A risposta il quotidiano Ciociaria pubblicava “… ma per il primo cittadino Roberto De Donatis l’ex sindaco Andrea Petricca ha strumentalizzato la questione:<< Ci sono dei fondi che attualmente non sono nelle disponibilità dell’Ente e che sistemeremo in fase di assestamento di bilancio come in ogni esercizio finanziario. >>“ (vedi foto a sinistra). Inutili le parole di replica di Andrea Petricca (leggi qui). Il recente comunicato della consigliera di opposizione Serena Petricca (leggi qui) dimostra che il problema non solo non è stato risolto ma neanche affrontato. A nessuno della maggioranza di De Donatis interessa nulla dei bambini e ragazzi bisognosi di aiuto né tantomeno delle loro famiglie. La realtà non esiste! La necessità meno che mai. Troppo impegnati a distruggere la Farmacia comunale, sarebbero completamente presi nel renderla orticello di interessi e di cariche da attribuire, piuttosto che bene a servizio di Sora e dei sorani. Così De Donatis fa ridere quando, durante un’intervista, arriva addirittura ad affermare che sta facendo tutto questo per la Farmacia stessa, per i dipendenti e per la cittadinanza. A questo punto o si reputa tanto intelligente da credere fermamente di poter ingannare tutti, oppure trattasi di pazzia politica più totale. Il risultato non cambia granché. Questo governo fatto di nani e streghe, come nel film di Fantaghiró, dovrebbe davvero scappare di notte perché, dopo l’assenza in massa dei dipendenti agli auguri del sindaco, sarà la volta del comune invaso dai cittadini sorani con le mazze da golf. Alessandro Andrelli
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