Msgc – Indagini piscina comunale: chiesto il rinvio a giudizio sindaco, vicesindaco, 4 amministratori e 4 tecnici comunali

Alessandra Cinelli
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L’udienza preliminare è stata già fissata al prossimo 18 marzo.

L’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Frosinone era partita nel 2016. Un esposto a firma del consiglieri comunale del Movimento 5 stelle, Emilio Biancucci, sulla presunta irregolarità nell’affidamento del servizio aveva portato l’Anac ad intervenire. Stralciata intanto la posizione di Mario Buttarazzi, Claudio Paolucci e Valter Mancini, considerati estranei ai fatti. La ricostruzione dei fatti: Lo scorso luglio, la Procura di Frosinone, a firma del sostituto Barbara Trotta, aveva notificato l’avviso di chiusura indagini a 14 indagati tra i quali il rappresentante della Olimpia Cogesi; il sindaco Angelo Veronesi; il vicesindaco Sandro Visca, l’assessore Romanino Cimaomo e gli attuali consiglieri di maggioranza Francesco Patrizi, Lorella Biordi, Luana Pellegrini (ex dipendente della piscina comunale di via Mastrazze). Indagati anche quattro tecnici comunali. Il reato ipotizzato è di abuso di ufficio in concorso. Le indagini della guardia di finanza hanno riguardato la gestione della struttura a partire dal 2013 quando il Comune, dopo aver revocato la concessione all’aggiudicatario della gara d’appalto del 2008, aveva affidato il servizio al secondo classificato senza provvedere ad un nuovo bando di gara. Tale gestione che avrebbe poi riguardato anche il piano superiore della struttura, sarebbe andata avanti, secondo quanto contestato dagli inquirenti, senza la sottoscrizione di un contratto e con una polizza assicurativa risultata intestata a un autoveicolo. Scaduta poi la concessione provvisoria, gli uffici tecnici comunali, su input della giunta, avrebbero quindi disposto la proroga del contratto per ulteriori 8 anni per la sola piscina ma non dei locali al primo piano per i quali il concessionario non aveva partecipato al bando del 2008. Stando sempre alle indagini, sarebbero state inoltre riconosciute somme di denaro relative a lavori che in realtà erano di competenza del gestore. A conti fatti, la gestione della piscina avrebbe comportato per le casse del Comune un ammanco di 329.468 euro. Il caso è stato segnalato anche alla Corte dei Conti per il presunto danno erariale. Ad oggi il complesso sportivo risulta ancora chiuso ed è questo il danno più grosso per la città di Monte San Giovanni Campano.
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