25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Redazione 0
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Il 25 novembre è “La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Si tratta di una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. Pubblichiamo il pensiero di un lettore di Tg24 che ha voluto scrivere il proprio pensiero su questa giornata.

Ogni volta trattare questo argomento è molto difficile per diversi motivi. Oggi ricorre la Giornata Internazionale dedicata a questo tema, una giornata ricca di parole che talvolta vengono ignorate o addirittura dimenticate. Nei giorni nostri i comportamenti violenti si sono moltiplicati, è divenuto abituale il ricorso ad un linguaggio crudo, violento, che toglie dignità e che riceve consenso a causa della sua immediatezza. Esiste la libertà di dire tutto quello che si pensa, nel modo che si ritiene più opportuno. Oggi la violenza va di moda e, dunque, parlare contro di essa richiede coraggio. Non solo il coraggio di dire basta ma anche quello di agire in modo coerente e conseguente. Si rimane scioccati nel guardare ondati delle violenze che hanno ormai raggiunto livelli d’allarme: ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa; il 63% degli stupri è commesso da un partner o ex partner. Ma come possiamo tamponare questo fenomeno? Occorre educare al rispetto, introducendo tale insegnamento nelle scuole. Bisogna far comprendere ai ragazzi che la donna non deve essere concepita come una merce da usare e da vendere, non deve essere vista come un oggetto di possesso. Per diffondere i prìncipi giusti bisogna correggere il linguaggio quotidiano perché molte volte si soffre dell’ incapacità di narrare fatti in cui le donne sono vittime: esempio tra tanti è un articolo uscito qualche settimana fa : “il marito uccide la moglie perché disperato non voleva accettare la fine della loro unione” , perché non dire “ il marito uccide la moglie perché la considera una cosa sua e non accetta la possibilità che questa possa scegliere di lasciarlo” , o dire che ciò avviene perché è un violento??. Più facile dire che è perché lei voleva lasciarlo. È dunque dalla comunicazione, è dall’uso delle parole che si può cominciare a parlare di rispetto. È da ognuno di noi, dalla pratica quotidiana del rispetto della dignità di tutti che possiamo cambiare le cose. È una questione su cui non si delega e non si tratta. Dobbiamo educare i nostri figli, i nostri studenti, ma a partire da noi stessi, da tutti noi. Si ricorda, si dice che occorre tenere alta l’attenzione, certo, e questo è un primo passo, ma la Giornata Internazionale serve se diviene memoria, attenzione e prassi di ogni giorno. Concludo dicendo che “ un vero uomo conquista con la forza del cuore, non delle mani “. Arturo De Carolis
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