Editoriale – Anagni: abolito l’ultimo servizio sanitario ospedaliero, la città resta dell’incertezza

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) A causa della mala gestione politica del passato, la sanità regionale è commissariata da anni. Per cercare di rientrare nel debito milionario lasciato da chi non ha saputo governare nell’interesse del popolo, la sanità vive da anni un momento di grande crisi. Tagli a dismisura, tagli ai servizi al limite dell’accettabile, con situazioni drastiche soprattutto in alcune zone.

Nel corso del XX e del XXI secolo l’umanità ha assistito allo sviluppo di un notevole progresso scientifico e tecnologico, che ha comportato evidenti miglioramenti per le condizioni di vita degli uomini, ma come mai ad Anagni e in tutto il comprensorio si retrocede? Esiste un problema serio, da queste parti con il passare degli anni invece di avanzare si torna indietro. La distribuzione e il taglio di servizi sanitari in base a quale logica vengono effettuati? Si chiude l’ospedale di Anagni, l’unico situato a nord della provincia di Frosinone, ma si lascia aperto quello di Alatri, a due passi dal capoluogo. Il comprensorio a nord della Ciociaria comprende ben 80 mila utenti, Anagni dista dal primo ospedale utile 25 minuti di macchina, traffico permettendo, ma paesi come Filettino, Trevi Nel Lazio, gli Altipiani, Piglio, Serrone, a quanto distano dal più vicino Pronto Soccorso? La vita è un bene prezioso, va fatto l’impossibile per salvarla, non è concepibile fare a meno di un ospedale a causa di una politica sbagliata che ha creato un debito enorme. In questo mese ad Anagni siamo giunti all’atto finale, chiuso anche il laboratorio analisi. Smantellato nel 2012 il nosocomio cittadino è diventato un grande ambulatorio, con servizi doppioni a quelli che già offrono gli ambulatori dei medici di famiglia. Un evidente spreco di denaro pubblico, che toglie risorse ai servizi sanitari più importanti. La politica che conta, quella che governa la città è nel silenzio assoluto. Nel 2018 fu chiuso anche il Punto di Primo Intervento, non furono intraprese azioni, tutto lasciato al caso e nelle mani di un comitato che raccolse ben 25 mila firme di protesta, mai depositate, mai inoltrate al presidente regionale. È rimasta solo rabbia e delusione di chi pensava di aver contribuito a risolvere una nobile causa. La sanità è un problema serio, non è un gioco. L’intera questione sanitaria nella provincia di Frosinone va assolutamente rivista e ridistribuita, c’è fiducia nel nuovo direttore della Asl. Anna Ammanniti
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