Roma – Neonato morto al San Giovanni, nessun colpevole

Sara Pacitto
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Roberta Staning, l’infermiera dell’ospedale capitolino San Giovanni Addolorata da sette anni sotto processo per aver provocato la morte del neonato Marcus Vega iniettandogli inavvertitamente una flebo di latte al posto della soluzione fisiologica, è stata assolta con formula piena dall’accusa di omicidio colposo. Il piccolo Marcus era nato prematuro il 29 maggio del 2012 e deceduto il 27 giugno, nemmeno un mese dopo.

Il giudice ha ritenuto valida la perizia della difesa, disposta dal Tribunale: il sondino sarebbe stato scambiato quando la Staning aveva terminato il suo turno; lo dimostrano le complicazioni, desaturazione ed apnea, manifestate dal neonato in un orario che sposta l’incidente almeno a due ore dopo il termine del servizio dell’infermiera 53enne. Condannato a 10 mesi di reclusione, invece, l’allora Direttore Sanitario dell’ospedale San Giovanni, Bruno Antonio Corea, per omissione di referto: il dirigente avrebbe volontariamente sottaciuto all’Autorità Giudiziaria, nel corso delle indagini preliminari, che la morte del piccolo Marcus era stata causata da un errore. Un anno di carcere due medici ed alla caposala, accusati di omissione, favoreggiamento e frode processuale per aver nascosto alla madre del piccolo, una 30enne filippina, la causa della morte del figlioletto, ed aver tentato di ingannare l’A.G. avviando la salma alla cremazione. Il verdetto, quindi, non individua il colpevole dell’omicidio del neonato. Adesso gli atti sono stati inviati alla Procura, affinché si apra una nuova indagine per accettare chi abbia manipolato la cartella clinica, accusando e calunniando l’infermiera. Sara Pacitto
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