(di Alessandro Andrellli) “Gabriella spiega tu… Gabriella parla tu… Gabriella rappresenta tu…”. Queste le frasi che sarebbero state ripetute da De Donatis nell’ultimo incontro sulla Farmacia comunale. Questa la sintesi della problematica del momento e, al contempo, il sunto di tre anni e mezzo del peggior governo che si ricordi a memoria d’uomo.
Un sindaco non-sindaco e un “sindaco di fatto” impegnati a smantellare, giorno dopo giorno, una città intera, restando a capo di un gruppo di maggioranza intento a preservare il proprio orticello e a non guardare oltre. Non è bastato distruggere gli uffici e i servizi di Palazzo (c’è fuga… da Alcatraz!!!). Non è stato sufficiente far vivere i sorani nella sporcizia, nella trasandatezza e nel più totale stato di abbandono. Non ci si è fermati con l’Apocalisse se giunti di fronte a qualcosa che funzionava e che costituiva un vanto, né tanto meno di fronte a realtà positive per la cittadinanza. La parola d’ordine, dall’inizio, è stata “disintegrare, radendo al suolo” e si continua imperterriti verso questa direzione. È un piano diabolico, frutto di menti politicamente perverse, apportatrici di negatività e distruzione. Sora giace in ginocchio, perché azioni senza logica alcuna la riducono in polvere. Dopo il museo, lo sportello Acea, l’asilo nido Santucci (è l’unico ad essere sopravvissuto, ma è stato per miracolo), il mattatoio, l’Inps, i finanziamenti persi, i lavori bloccati sine die, l’inerzia, la noncuranza e tanto altro ancora, lo tsunami ha travolto la Farmacia comunale. I sette dipendenti hanno, da tempo, ricevuto la lettera di licenziamento e dal primo gennaio resteranno a casa. Quindi, un indimenticabile regalo di Natale per ben sette famiglie, più una morte annunciata per una splendida realtà societaria che produce utili. Il parere del consulente dell’Anci, datato 11 marzo 2019, è rimasto ben custodito dalla D’Orazio, che si è tanto prodigata per farselo fare quanto per tenerlo riservato, da De Donatis, che come al solito sembra sapere poco e niente di tutto come se il primo cittadino non fosse lui, e dalla Paolacci che, mostrandosi in ogni occasione “sindaco di fatto”, sarebbe stata a studiare e ad approfondire non si sa bene che cosa. Resta chiara la realtà dei fatti. I restanti membri dell’amministrazione (di certo tutta l’opposizione e a quanto pare anche gran parte della maggioranza), sono stati coinvolti nella problematica a fine ottobre, quando i giochi a tre erano già stati fatti e è diventato difficile intervenire per mancanza di tempo. Inutile l’impegno della minoranza e le loro urla per difendere i sette posti di lavoro ed una attività che non ha problemi. La rotta sarebbe già stata decisa. In silenzio, nella nebbia e da pochissime persone. Il resto sono soltanto chiacchiere da bar e sceneggiate napoletane per far credere alla gente quello che non è. Di fatto la Farmacia comunale si trasformerà in società in house, le poltrone potranno essere decise a tavolino da chi avrà il potere di farlo e spetteranno a coloro che sarebbero stati designati da tempo. Il futuro apparirebbe certo, perché la strada sarebbe stata totalmente tracciata. Unica incognita è vedere quanto questo giochetto costerà al comune di Sora e ai sorani. Perché, badate bene, parliamo di altri (e tanti) soldi che l’ente dovrà tirar fuori per una serie di motivi. Un classico per il governo De Donatis abituato a mutui e risarcimenti. Ultima pugnalata al cuore l’ulteriore indebitamento per l’abbattimento del mattatoio a discapito della pista ciclabile. Così, se da una parte la scuola di Renzo Piano costerà ancora di più di 850mila euro a classe, dall’altra la pista ciclabile nella sua completezza subirà una importante battuta di arresto. Nessun problema!!! Natalino Coletta continuerà ugualmente ad alzare la mano in consiglio ed a votare, senza alcuna dignità politica. The show must go on!!! Alessandro Andrelli
