Arpino – Due “vecchie” modelle ciociare passano alla storia

Alessandro Andrelli
5 MIn Lettura
Il professor Michele Santulli, di Arpino, appassionato cultore della Storia dell’Arte, torna a proporci una interessante “sfaccettatura” dell’argomento, rivelandoci aspetti poco considerati ma comunque complementari del panorama artistico.

«Il mondo delle modelle e modelli che “prestavano” la propria immagine agli artisti è una pagina affascinante della Storia dell’Arte: per entrare nella categoria professionale, senza passare per la Frine di Prassitele o per le affascinanti prostitute o giovani mignon di Caravaggio, bisogna arrestarsi nella Roma dei primi anni del 1800 ed assistere alla nascita di questo particolare “mestiere”, evolutosi poi anche a Parigi ed a Londra. Qui si parla del successo di due di queste modelle, ciociare, che sono passate alla storia malgrado l’età avanzata e la “bruttezza”. La prima la incontriamo a Parigi alla fine del secolo: Maria Caira, nata nel 1796 ad Atina,  fu “scoperta” quando aveva circa 90 anni dallo scultore Jules Desbois, che la fece protagonista di una scultura dal titolo “La morte e il boscaiolo”. Il terribile realismo dell’opera, che ritraeva la vecchia cadente e nuda che impersonava la morte, suscitò scalpore e repulsione quando fu presentata ad una esposizione. Qualche anno più tardi l’artista ripropose la medesima modella in una scultura a sé dal titolo “La Misère”: questa volta la nudità ed il degrado fisico della vecchia non suscitarono clamori. Il soggetto attirò l’attenzione anche del grande Auguste Rodin che ne fece un’opera che pure ebbe altissimo consenso, la “Elmettaia”. Ad un giornalista che lo intervistava a proposito della sua “brutta” Elmettaia, Rodin ricordò che «in natura non esiste il bello o il brutto perché tutto quanto la natura crea e mette in mostra è bello o brutto, a seconda di come lo spettatore lo vede: i canoni ed i criteri che rendono apparentemente qualcosa bello o brutto sono i medesimi, è la loro presentazione all’occhio umano che è differente». La modella Maria Caira, dal corpo cadente ed in disfacimento, risvegliò fortemente la sensibilità anche della scultrice Camille Claudel che la ripropose in due opere straordinarie, tra cui “Clotho”, una delle tre parche della mitologia greca, impressionò enormemente per la possanza della resa e per il soggetto fuori del comune. Una seconda vecchia, meno cadente di Maria ma parimenti “brutta”, la incontriamo agli inizi dell’800 a Sonnino, all’epoca terra di briganti e di fuorilegge, spietatamente perseguitati sia dai soldati napoleonici sia dai gendarmi pontifici preoccupati del giubileo del 1825. Agli inizi del 1800 parecchi di questi masnadieri erano visibili nel carcere di Roma come pure le loro donne, che si muovevano lì attorno, abbigliate con vestiti sgargianti di colori. I giovani pittori, specie francesi, è qui che ne appresero la presenza e notevole fu l’attrazione per questi personaggi, i briganti e le rispettive donne. E perciò la volontà di andare nei luoghi di origine, a Sonnino e adiacenze, per ritrarli. In quel periodo nacque un genere pittorico mai visto prima nella Storia dell’Arte: i briganti e gli umili contadini, gli ultimi della società, messi in primo piano, soggetti principali di un dipinto ed esposti nelle grandi mostre pubbliche europee. Era la Pittura di Genere all’Italiana, ed il successo fu enorme. In particolare l’immagine di una vecchia che vediamo sola in qualche ritratto o, più spesso, assieme ad altre donne, che legge la mano o tiene le carte, presumibilmente una cartomante e chiromante. Si conoscono almeno dieci dipinti che ritraggono questa vecchia in vari contesti e recano le firme di prestigiosi artisti dell’epoca: H.Vernet, F.J.Navez, V.J.Schnetz, L.Cogniet e poi di T.Géricault. Dei briganti, della umanità in quei vestiti ed in quelle calzature, apparsi per la prima volta sul palco della storia, si fece fervente divulgatore: un giovane pittore elvetico, Louis L.Robert, grazie alle sue opere li fece conoscere a Parigi e quindi in Europa. È a lui che si deve la iconografia del “brigante ciociaro” quale oggi la si conosce ovunque nel mondo». Didascalie: Rodin, A. “L’Elmettaia”, Museo Rodin, Parigi; Navez, J.F. “La Chiromante”, M.Louvre, Parigi. SaP
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento