(di Irene Mizzoni) La storia non è slogan. Affinché sia vera maestra di vita, bisogna studiarne i processi. Che sono complessi e profondi. A 30 anni da quel 9 novembre 1989, quante cose NON abbiamo imparato dal Muro?
Sapete quanti muri sono stati innalzati dopo il 1989? 62. Ci sono i muri anti-migranti in Europa. L’Ungheria oggi è una delle principali frontiere su cui i profughi asiatici e africani premono per entrare in Europa. Da qui la decisione di alzare un muro: 175 chilometri ai confini con la Serbia, terra di transito dei disperati che vogliono raggiungere l’Unione europea. La Bulgaria ha costruito una barriera anti-migranti ai confini con la Turchia. Da una parte c’è l’area di Bruxelles, dall’altra un grande Paese islamico. Ci sono i muri in Messico e in Marocco, in Israele e in Tunisia. C’è Gaza dove c’è chi racconta che “La Striscia è un carcere a cielo aperto circondato dal filo spinato: attraverso il muro passa tutto quel che serve alla gente, dalla benzina ai farmaci”. Che cosa abbiamo imparato dal Muro di Berlino? L’Europa non esiste (manca perfino una Costituzione) se non in termini economico-finanziario. Sapete quali sono i quattro paesi che da anni sono tra le economie più dinamiche dell’Unione Europea? Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, il cosiddetto Gruppo di Visegrad. Conoscete la loro storia? Sapete quali politiche portano avanti oggi a Bruxselles? Visto che anche in Italia se ne parla tanto, sapete cosa vuol dire Sovranismo? Per 28 lunghi anni il Muro divise Berlino. Nessuno fece nulla per evitare che accadesse o che cambiassero le cose. Per 28 anni. Kennedy stesso disse che era meglio un muro che una guerra…e il muro fermava l’avanzata comunista. Sapete chi liberò Berlino dal Terzo Reich? Da wikipedia: “La battaglia di Berlino fu l’ultima grande offensiva del teatro europeo della seconda guerra mondiale, durante la quale l’Armata Rossa attaccò la capitale del Terzo Reich, disperatamente difesa da gruppi di soldati della Wehrmacht e dalla Volkssturm. I sovietici, in netta superiorità numerica e di mezzi terrestri e aerei, riuscirono, al comando del maresciallo Georgij Žukov e del maresciallo Ivan Konev, a portare a termine la loro missione, a distruggere o catturare il grosso delle forze nemiche e ad ottenere la resa di Berlino (2 maggio 1945). Durante la battaglia Adolf Hitler, che aveva deciso di rimanere nella capitale accerchiata per organizzare l’ultima resistenza, si tolse la vita per non cadere in mano nemica. Il Terzo Reich si arrese ufficialmente l’8 maggio, sei giorni dopo la fine della battaglia”. Le potenze vincitrici del conflitto, cioè Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e l’Unione Sovietica, si accordarono nella conferenza di Potsdam del 1945 di dividere la Germania in quattro settori, ognuno dei quali sarebbe stato sotto il controllo di uno di essi. I tre primi paesi unirono le loro zone di influenza in quella che si trasformò nella Repubblica Federale della Germania. Tuttavia, l’URSS decise di creare uno stato comunista nel suo territorio, dentro il quale si aggiungeva la città di Berlino. Il fatto che Berlino stesse totalmente nella zona occupata dall’esercito sovietico non soddisfò le potenze occidentali che consideravano un privilegio eccessivo che la principale città del paese rimanesse fuori dal territorio della Repubblica Democratica Tedesca. Berlino rimase sotto controllo totale sovietico per dieci giorni e quello che non rimase distrutto nella guerra si trasferì alla Russia. Successivamente, la città si divise in quattro settori per le quattro potenze vincitrici. Anche qui, americani, britannici e francesi unirono le loro zone dentro il territorio della RFA, nonostante la parte occidentale di Berlino rimanesse circondata dal territorio sotto controllo sovietico. La Guerra Fredda. 155 chilometri di Muro. 28 anni. A 30 anni dal Crollo del Muro, altri 62 muri e barriere sono stati eretti nel mondo dividendo popoli e nazioni e altri sono ancora in costruzione anche in Europa. Poi ci sono i muri invisibili: i muri delle disuguaglianze, dell’esclusione sociale, della paura, del pregiudizio, dell’intolleranza e dell’odio. Che cosa abbiamo imparato dal muro di Berlino?
