Ceprano – La ricetta del “plastic free” per rilanciare il territorio

Carlo Capone
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Alberto Cresci, consigliere delegato alle politiche comunitarie e all’educazione civica, auspica per Ceprano una svolta “plastic free”. Per questo si appella al maggior senso civico dei cittadini su un uso sempre minore della plastica e ad una sensibilizzazione sempre maggiore sul fronte dell’utilizzo dei prodotti alla spina. Un settore poco esplorato che potrebbe anche contribuire a rilanciare in parte il moribondo commercio cepranese.

Cresci, infatti, è convinto che una campagna di sensibilizzazione a favore dell’utilizzo dei prodotti alla spina, portata avanti sia in chiave ambientalista che in un’ottica di redistribuzione del reddito, possa offrire opportunità lavorative, attraverso l’apertura di nuove attività commerciali. Spiega Alberto Cresci: <I negozi di prodotti sfusi, un elenco dei quali è consultabile sul sito www.nonsprecare.it, sono realtà che esistono in tutta Italia da tempo, ma che non hanno mai preso completamente piede a causa dell’assenza di vere politiche nazionali a favore dell’economia circolare e di campagne di promozione rivolte ai consumatori>. Secondo il neo-consigliere, in questo momento storico in cui la tematica ambientalista è tornata in primo piano grazie a Greta Thunberg e a tanti giovani e giovanissimi che rivendicano un futuro senza plastica, investire fortemente sui prodotti alla spina costituirebbe una grande conquista civica, ambientale ed economica. Continua il consigliere Cresci: <Un prodotto sfuso può costare fino al 50% in meno rispetto ad un prodotto acquistato con la sua confezione. Se ognuno di noi, gradualmente, prendesse l’abitudine di comperare acqua o detersivi alla spina dai distributori automatici, nonché prodotti alimentari non imballati, si avrebbe un triplice beneficio: riduzione degli involucri in plastica, risparmio per i consumatori, opportunità lavorative per chiunque volesse sviluppare un’attività in tale settore. Occorre però che tutta la comunità ne prenda coscienza e cambi le proprie abitudini, sia al fine di dare una chance a chi, in questo momento storico, non trova un’occupazione, sia per garantire ai propri figli e nipoti un futuro in un mondo meno inquinato>. Conclude Cresci: <Coscienza civica, spirito d’imprenditorialità, solidarietà e attenzione all’ambiente sono le chiavi per guardare al domani con ottimismo e speranza>. CAP
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