(di Alessandro Andrelli) Era il 29 ottobre del 1969. Quel giorno venne trasmesso il primo pacchetto di informazioni tramite una rete di 650 chilometri. La trasmissione avvenne da Los Angeles verso un dispositivo collegato nello Stanford Research Institute, vicino a San Francisco. I computer comunicarono tra loro trasmettendo le lettere L e O della parola “Login”. Una volta ricevute le prime due lettere, però, la rete collassò e il segnale s’interruppe. Ma quella fu la scintilla. E da quel giorno la rete ha sconvolto l’umanità, l’ha trasformata e oggi, in definitiva, Internet festeggia 50 anni.
Anche Tg24, celebra il web, la rete internet, che quotidianamente ci permette di entrare in contatto con il mondo, non solo quello che vive, lavora e si interessa della Ciociaria e del Basso Lazio. Quella connessione che nel 1969 si creò tra i computer dell’Università della California, a Los Angeles, e quelli dello Stanford Research Institute, vicino a San Francisco con l’invio in remoto di quei pochi bit di informazioni, attraverso la rete Arpanet, costituì il primissimo passo verso la creazione di un mondo online che, tramite Internet, collega oggi miliardi di persone in tutto il mondo. Da quel giorno è iniziata la più grande rivoluzione del XX secolo che ha cambiato per sempre ogni cosa, compreso il modo di informare, e di fare informazione.
Sebbene la nascita del world wide web, il più comune “www”, risalga a vent’anni più tardi, il 12 marzo 1989, quando Tim Berners-Lee presentò una proposta di ricerca sui sistemi di gestione delle informazioni, quella del 29 ottobre 1969 è senza ombra di dubbio una data che va ricordata e celebrata. Gradualmente internet divenne negli anni uno strumento popolare e fruibile a tutti, grazie all’introduzione dei browser e della posta elettronica, ma soprattutto poi con l’avvento delle chat, dei forum, e successivamente dei social network e ancor prima della comunicazione telefonica attraverso un cellulare con la trasmissione di dati in tempo reale. Tra il 2004 e il 2005 grazie a Tim O’Reilly, che organizzò una serie di convegni per divulgare i nuovi modi per comunicare digitalmente, fu coniato il termine “Web 2.0” e inaugurata la seconda fase di sviluppo della rete: blog, enciclopedie digitali, social network, furono una conseguenza logica e inevitabile dei servizi che internet offriva. Da allora tutto è cambiato, e se oggi l’informazione si è trasformata sempre più in un digitalizzazione delle notizie lo si deve proprio a quel lontanissimo 29 ottobre 1969.
Internet chiaramente ha spostato gli equilibri anche dell’informazione creando una crisi profonda anche nel sistema editoriale mondiale.
La stampa, da un recente studio di Confindustria, registra il declino più evidente sia in termini assoluti che percentuali arrivando a 12,8 miliardi di euro nel 2018. Negli ultimi 15 anni, il mezzo cartaceo perde 15 miliardi di euro (-5,4% tasso medio annuo) passando da una quota di mercato nei cinque paesi pari al 50% nel 2014 a un 17% nell’ultimo anno (-33 p.p.). Fino al 2011 era il primo mezzo per investimenti.
La televisione, dopo aver superato la stampa nel 2012, ha ceduto il passo a internet l’anno successivo. Pur rimanendo il secondo mezzo di riferimento dell’intero mercato con una quota del 26% nel 2018 (NB: in Italia e Spagna rappresenta ancora il primo mezzo), perde 8 p.p. in 15 anni. Nel 2004 il mezzo era pari a 18,9 miliardi per arrivare nel 2018 a 19,5 (+0,2 tasso medio annuo)
La radio si mantiene costante nel periodo considerato tra il 4-5%. Forte di una resilienza che negli ultimi anni si è mostrata più importante degli altri mezzi, passa da 3 miliardi circa nel 2004 a 3,2 nel 2018 (+0,5 tasso medio annuo). Seguono Out of Home, stabile al 6% arrivando a 4,3 miliardi nel 2018 (+1,5% tasso medio annuo), e il cinema che rimane in posizione marginale, al di sotto dell’1%.
Le dinamiche economiche hanno impattato sensibilmente anche sul peso dei singoli mezzi e sul rapporto di forza tra quelli più tradizionali e il mondo digital. Internet, unico mezzo in espansione, passa da 2,0 miliardi nel 2004 a 34,5 miliardi di euro nel 2018 con tasso medio annuo del 22,6% (+32,5 miliardi in 15 anni). In termini percentuali il peso del mezzo passa dal 4% nel 2004 al 46% nel 2018, ormai prossimo ad un valore pari alla metà del totale degli investimenti pubblicitari in Europa.
Numeri e dati che fanno riflettere, che spingono anche noi come realtà locale più letta e seguita della provincia di Frosinone con oltre 1,8 milioni di pagine lette nel mese di settembre 2019, a lavorare con sempre maggiore attenzione, evitando “fake news” e soprattutto continuando a informare con serietà e puntualità.
Grazie a chi crede in Tg24, nella nostra professionalità e nel quotidiano e instancabile lavoro di ciascun componente della redazione!
Alessandro Andrelli
