Quante volte ci capita di incontrare persone speciali senza averne la consapevolezza. Vanessa Bove, giovane infermiera di Arpino, è una di queste. Laureata in Scienze Infermieristiche, con tre corsi di master di perfezionamento ed approfondimento in “Coordinamento delle Professioni Sanitarie”, “Emergenza ed Area Critica” ed “Infermiera di Sala Operatoria”, già premiata con il riconoscimento “Primae Inter Pares” in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, Vanessa ha deciso di mettere a disposizione degli altri sia le conoscenze acquisite attraverso lo studio sia l’esperienza professionale maturata in ambito lavorativo: da anni impegnata come volontaria in diverse missioni umanitarie, rappresentante regionale dell’associazione “Aviat Onlus”, nella giornata di oggi la sua quarta partenza per il Togo, nazione dell’Africa Occidentale dove qualsiasi intervento sanitario e cura farmacologica sono a pagamento. Con lei altri 7 volontari: Mirri GianFranco, vice presidente di Aviat, medico ginecologo di Imola; Carusone Antonio, consigliere Aviat, medico d’emergenza, di Caserta; Berardi Ambra, infermiera professionale di Boville Ernica; Reale Ylenia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, TNPEE, di Arpino; Amidei Lucia, medico specializzando in medicina d’urgenza; Di Gasparro Rita, parrucchiera di Piedimonte San Germano.
«Si parte per andare a dare e ricevere amore» presso le strutture nei diversi villaggi togolesi, questo è l’“incarico” che da sempre si è proposto Vanessa, ora trasferito anche agli altri volontari. I progetti da portare a termine sono: la realizzazione di un
pozzo nel villaggio di Akpuivè, la costruzione di alcune aule di una scuola e la costruzione di un magazzino con l’avvio di attività per una cooperativa di donne nel villaggio di Zooti, l’acquisto di banchi scolastici per le scuole di Zooti e Kablive, visite mediche gratuite e distribuzione di farmaci, il sostegno a distanza di circa 40 bambini. Vanessa Bove ed Ylenia Reale, quando il resto del gruppo rientrerà in Italia, si occuperanno inoltre di prestare servizio nell’Ospedale “Saint Jean De Dieu Afagnan”, ubicato in una zona molto povera e sprovvista di assistenza sanitaria, con una capacità di 270 posti/letto, serve una popolazione di oltre 100mila abitanti. Nonostante le grandissime difficoltà, l’ospedale effettua più di 8mila ricoveri all’anno con più di 3mila interventi chirurgici, offrendo una buona assistenza anche a quelle persone che non hanno soldi.
Vanessa spiega il suo “incarico”. «
Nel 2015 ho avuto il primo contatto con questa grande terra che è l’Africa e me ne sono innamorata: lì ho visto la povertà vera, quella fatta di sofferenza, di bambini che nell’uomo bianco vedono la speranza, vedono la possibilità di una vita migliore, anzi della vita stessa. Da allora ho deciso di dedicare il mio tempo e prestare la mia professione a questa esperienza, perché ho sempre sentito il bisogno di aiutare gli altri.
Vedere quegli occhi pieni di speranza ti dà la forza per affrontare la quotidianità. In tale contesto percepisco un senso di serenità interiore e pace che in altri luoghi si avverte di meno, perché siamo costantemente super impegnati nella nostra frenetica vita. Il mio concetto è “per stare bene devo per forza fare del bene”, questa è la mia felicità».
Ricordiamo che “Aviat Onlus”, iscritta al registro del volontariato della provincia di Bologna, è un’organizzazione laica, composta da medici, infermieri e volontari. Fondata nel 2005 per dare aiuto al Togo, uno tra gli stati più poveri dell’ Africa, Aviat Onlus ha come unico obiettivo quello di aiutare concretamente questo popolo, dove la sanità è tutta a pagamento, attraverso l’invio di materiale sanitario ed umanitario; di personale sanitario che operi con visite mediche, ecografie, vaccinazioni e distribuzione gratuita di farmaci; volontari “non sanitari” disposti a darsi da fare nelle cose pratiche e cimentarsi ad imbianchini, idraulici, elettricisti, muratori, falegnami o semplicemente a preparare da mangiare per il gruppo oppure per affiancare l’azione educativa presso orfanotrofi, scuole o comunità.
Aviat inoltre si occupa di realizzare progetti continui di adozioni a distanza, per garantire ai bambini adottati la possibilità di una buona alimentazione ed un’educazione scolastica e creare opportunità di lavoro per i giovani togolesi, con realizzazione di programmi di impiego ed elargizione di micro crediti non restituibili, molto spesso impiegati nella realizzazioni di pozzi.
Sara Pacitto