Non semplicemente il “principio” temporale: è il principio giuridico ad essere il leitmotiv di questa vicenda, ovvero l’intenzione di rispettare tutte le normative previste al fine di tutelare l’interesse degli esclusivi protagonisti della circostanza.
Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “M.T. Cicerone”, voluto dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Gabriella La Marca, al quale hanno partecipato il Sindaco della Città di Arpino Renato Rea ed il delegato alla Pubblica Istruzione Giuseppe Fortuna. Tantissimi i genitori intervenuti, degli alunni delle classi della scuola secondaria di I°grado, primaria ed infanzia dei plessi di Panaccio, San Sosio, Pagnanelli ed Arpino Capoluogo. La tematica più incalzante e maggiormente discussa è stata quella relativa al servizio di refezione, ancora fermo: la mensa non funziona quindi il tempo pieno non è partito e gli alunni stanno perdendo le ore di didattica pomeridiana previste dal piano di studi. Tanta tensione si era creata in questi giorni: il malcontento delle famiglie “correva” dai gruppi whatsapp ai disagi descritti nei post su facebook. La Preside ha aperto il confronto, dettagliando in maniera scrupolosa il contesto che si è trovata al momento del suo insediamento, avvenuto lo scorso 2 settembre. Nella intro ha spiegato che il Convitto “Tulliano” è aggregato alla scuola, e non annesso: questo requisito fa la differenza perché, quando saranno terminati i lavori di ristrutturazione, detto aspetto non concede di utilizzare i locali della cucina per preparare i pasti alla popolazione scolastica arpinate bensì lo vincola solo ed esclusivamente ai semiconvittori, così prevede regolamento. «Fino ad ora – spiega La Marca – la scuola si è occupata della mensa per sopperire ad una serie di carenze, ma la scuola non ha l’obbligo di occuparsi della mensa. Le difficoltà in tal senso sono tantissime: dalle responsabilità alle mansioni, alle competenze, le idoneità, i certificati e tutta la burocrazia; anche il carattere finanziario è da considerare. È fondamentale la formazione per la sicurezza e la salubrità alimentare, il sistema preventivo e di controllo HACCP per escludere il rischio di tossinfezioni, la compilazione dei registri e la tracciabilità degli alimenti. I Dirigenti non sono formati per gestire le mense ed io, malgrado abbia dovuto necessariamente “studiare” le normative previste in materia, non mi sento di assumermi una responsabilità così grande nei confronti dei bambini, una responsabilità che deve venire da una competenza professionale e non può essere improvvisata». Tale chiarimento in un certo senso ha tranquillizzato i genitori, che hanno accolto le buone intenzioni della Preside, inizialmente fraintese come un atteggiamento di chiusura, intransigenza, imposizione. Di contro hanno creato inquietudine: mamme e papà si sono chiesti se fino ad oggi le regole siano state rispettate, se la sicurezza e la salubrità alimentare siano mai state garantite da relative certificazioni, se il personale impiegato nella preparazione dei pasti fosse qualificato «Che cosa hanno mangiato fin’ora i nostri figli?». Continua Gabriella La Marca «Adesso è necessario ridefinire la gestione: stiamo lavorando con gli Amministratori Comunali, in collaborazione con il Preside uscente, Dino Giovannone, per individuare la soluzione più opportuna anzitutto ai bambini. Questo ci ha tolto del tempo, è il motivo per cui il servizio non è ancora partito. Il disappunto dei genitori è legittimo ma io intendo risolvere la situazione nella maniera più ottimale, rispettando le leggi. Ad inizio settembre, al mio insediamento, ho trovato una convenzione appena rinnovata tra scuola, Comune ed una cooperativa esterna per l’uso temporaneo, fissato a 3 anni, della cucina di quest’ultima per cui la scuola ne pagava i costi: non me la sono sentita di avallare questa convenzione, ho chiesto di sciogliere il contratto» L’applauso interminabile dei genitori ha interrotto la Dirigente. Ed ancora le famiglie si interrogano sull’esigenza di rinnovare la convenzione ad agosto quando, pochi giorni più tardi, si sarebbe insediata la prof.ssa La Marca: si sarebbe potuto discutere direttamente con lei dell’intenzione di riconfermare il contratto, risparmiando tempo prezioso. La tempistica per far iniziare il servizio di refezione ovviamente non sarà breve: bisogna indire il bando, aspettare che le ditte rispondano, che si deliberi. La burocrazia porterà via altre ore scolastiche agli alunni. I genitori hanno proposto il pranzo al sacco: ad inizio settimana si terrà un nuovo incontro e detta soluzione temporanea verrà avanzata in Consiglio d’Istituto. Una convenzione per l’anno scolastico in corso adesso è l’espediente più veloce; per il futuro i genitori auspicano l’assegnazione esterna: effettivamente è inusuale che la scuola gestisca il servizio mensa. È prevedibile un rincaro dei costi ma, nei giorni scorsi, lo stesso Giuseppe Fortuna, delegato alla Pubblica Istruzione, ha dichiarato che «Rispetto agli anni passati, quest’anno la scuola ha più risorse per la mensa: non pagherà più l’affitto delle cucine previsto dalla convenzione stipulata» ora sciolta su richiesta della Dirigente. Il Comune potrà contribuire per la fornitura dei pasti ai bambini. Davanti alle famiglie, il Sindaco Renato Rea conferma la totale disponibilità «L’Amministrazione intende risolvere il problema. Questa è una complicazione non solo della scuola ma del Comune di Arpino: siamo qui per risolvere nella maniera più costruttiva». Potrebbe sembrare che l’incontro sia stato un fallimento: di fatto genitori e dirigenti si sono trovati faccia a faccia, tanti punti sono stati affrontati, più di qualcuno chiarito. Un buon inizio per le prossime riunioni, dalle quali dovrà saltar fuori l’esito conclusivo. Il compiacimento di molti genitori «Finalmente qualcuno in un Ente Pubblico che fa le cose in regola e pretende il rispetto delle norme previste. Si respira aria nuova. Piena fiducia nei confronti della Preside La Marca, che si è da subito assunta l’onere morale di salvaguardare gli “interessi” dei nostri figli». Gabriella La Marca, che ha accolto le famiglie per sentirne le esigenze, i rimproveri, la delusione. Gabriella La Marca che ha esordito dicendo «Non siamo qui per fare politica». E che non si cavalchi adesso l’onda del malcontento e dei disagi dei genitori: nessuno, negli anni, si è mai interessato a questa tematica così delicata. Qualche giorno addietro Rachele Martino, consigliere d’opposizione, ha voluto pubblicamente sposare la preoccupazione delle famiglie. Non deve angustiarsi ora, è stata cinque anni in Amministrazione, nel precedente mandato Rea, come assessore prima e delegata poi alla Cultura e Pubblica Istruzione: ha avuto 5 lunghi anni per informarsi sul servizio di refezione e provvedere, eventualmente, alle verifiche necessarie sulle modalità in cui il servizio stesso veniva effettuato. Sara Pacitto
