«È davvero assurdo che, con tutto l’apporto tecnologico che abbiamo ai giorni nostri, non si riescano ancora a prevenire ed evitare infortuni di questo tipo». È il commento del segretario generale della Cisl di Frosinone, Enrico Capuano, alla notizia della morte di Fabrizio Greco, operaio 40enne di Pontecorvo al lavoro presso la Fca di Piedimonte San Germano.
Questa notte, poco dopo le 3, Fabrizio Greco ha perso la vita nello stabilimento Fca a seguito di un gravissimo incidente nel reparto presse a freddo. Secondo le prime ricostruzioni, il tecnico manutentore – da poco trasferito in quel reparto – stava agganciando uno stampo quando, per cause ancora da accertare, sarebbe rimasto schiacciato dallo stesso stampo e, quindi, sarebbe morto sul colpo. «La sicurezza sul lavoro resta ancora un valore aggiunto da concretizzare», conclude il segretario della Cisl di Frosinone, Enrico Capuano. E la notizia della morte dell’operaio di Pontecorvo ha ovviamente avuto una vasta eco in tutto il Paese: anche il segretario generale nazionale, Annamaria Furlan, ha commentato su Twitter la terribile tragedia. «È agghiacciante la morte del giovane operaio alla Fca di Cassino – ha scritto il segretario Furlan -. Ancora una tragedia inaccettabile in un luogo di lavoro. La Cisl è vicina alla sua famiglia. Serve una mobilitazione di tutta la società civile e provvedimenti urgenti sulla sicurezza. Bisogna fermare questa strage. Il cordoglio non basta». Così Paolo Capone, Leader UGL: “Fermiamo le stragi sul posto di lavoro. Necessario promuovere cultura della sicurezza” “L’UGL esprime il suo cordoglio alla famiglia dell’operaio di 40 anni, ferito mortalmente al collo durante lo spostamento di un macchinario nello stabilimento di Fca a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. E’ inammissibile continuare a morire sul lavoro con tale facilità agghiacciante.” Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL. “Occorre puntare su una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e più formazione per i dipendenti. Con il tour ‘Lavorare per vivere’ l’Ugl vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle ‘morti bianche’. Fermiamo queste stragi!”. Morte sul lavoro, UGL: raddoppiare gli sforzi per la sicurezza <<La morte del 40enne di Pontecorvo avvenuta all’interno dello stabilimento Fca e l’infortunio di un operaio alla Reno dei Medici di Villa Santa Lucia hanno scosso il sindacato UGL. L’organizzazione fa della sicurezza sul lavoro la sua battaglia primaria attraverso il tour ‘Lavorare per Vivere’ condotto dal Segretario Nazionale Francesco Paolo Capone in prima persona, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno dilagante e per mettere un freno a questi drammatici eventi. E’ più che mai necessaria – dice il segretario regionale dell’Ugl Lazio, Armando Valiani – la promozione di una cultura della sicurezza sui posti di lavoro. Servono controlli più frequenti sui cantieri per garantire agli operai di agire in tranquillità e di non dover rischiare la vita per portare a casa lo stipendio. Chiediamo accertamenti sugli strumenti utilizzati per svolgere il lavoro e un monitoraggio più completo sullo stato di salute in cui versano i lavoratori». “Giornata buia per il mondo del lavoro – sottolinea Enzo Valente – in un territorio che purtroppo primeggia in questo aspetto. Dobbiamo domandarci in che direzione sta andando il settore e come arginare quella che, per numeri, sta diventando una vera e propria guerra. Sindacati, imprenditori e istituzioni sono obbligati a ragionare insieme su quali ricette mettere in campo le ricette giuste per arginare il triste fenomeno”. Al 28 settembre 2019 i caduti sul lavoro accertati in Italia sono 229, altri non sono ancora stati riconosciuti come morti sul lavoro, di questi 22 nel Lazio a cui si aggiunge l’operaio di Cassino. Il sindacato annuncia per fine Ottobre un’altra iniziativa di sensibilizzazione>>.
