Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Marco Galileo, patrono di Atina che incarna la figura più antica della cristianità in Valle di Comino.
Questo pomeriggio infatti, in occasione della sentita ricorrenza, la città valligiana celebrerà i 1600 anni di amicizia e fratellanza con Veroli. Il gemellaggio che lega le due cittadine risale all’anno 419 dopo Cristo, quando secondo una ricostruzione storiografica, alcuni nemici assaltarono il territorio di Atina trucidando quasi tutti gli abitanti. Vennero risparmiati soltanto duecento bambini che furono deportati. Durante la marcia di trasferimento, i nemici e i piccoli ostaggi transitarono nel territorio di Veroli e proprio qui i residenti, impietositi, li riscattarono da morte certa. A seguito di tale evento Atina giurò a Veroli eterna riconoscenza attraverso un vincolo di imperitura fratellanza tra i due popoli che venne sugellata poi con i Patti Verolani sottoscritti il 12 dicembre del 1615. Oggi, martedì 1 ottobre, dopo il saluto delle autorità con l’intervento di Monsignor Domenico Simeone, parroco di Atina, di Antonio Sorrentino e Vincenzo Orlandi, storici locali, alle 18 si terrà l’attesa celebrazione religiosa con la Santa Messa presieduta dal vescovo Gerardo Antonazzo. Seguirà la processione per le vie del centro storico e il bacio della santa reliquia di San Marco Galileo. Intorno alle 21:30 si esibirà invece la Grande Orchestra di fiati “G. Ligonzo Città di Conversano” e i tradizionali fuochi pirotecnici in onore del primo Vescovo di Atina.
Caterina Paglia
