Ceprano – Rifiuti nell’ex laminatoio, M5S: “Dall’Amministrazione un comportamento irrispettoso”

Carlo Capone
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Dopo le vicende delle ultime settimane riguardanti la possibile costruzione di un nuovo sito di stoccaggio rifiuti nella zona dell’ex laminatoio arriva anche la dura presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle. Ricordiamo che il gruppo cepranese da sempre ha dimostrato grande sensibilità nei confronti della tematica ambientale e in particolare dei rifiuti.

Spiegano dal Movimento dopo la notizia della sospensiva da parte del Consiglio di Stato alla dichiarazione di improcedibilità sul progetto emanata dalla Regione Lazio: <Abbiamo sperato in questi mesi, post elezioni, che la situazione dell’ex laminatoio fosse finita nel migliore dei modi. Speravamo che le parole in campagna elettorale, da parte degli amministratori, competenti, fossero portatrici di un briciolo di verità e speranza per i cittadini interessati. Nulla di tutto questo. Sapevamo che la cosa sarebbe finita in questo modo, ritenendo l’ordinanza presentata facilmente impugnabile e solo di facciata, finalizzata ad acquisire il tempo necessario e far passare le amministrative>. Il M5S ripercorre la vicenda: <A Marzo 2018 scoppiò il caso, si seppe di una richiesta di autorizzazione da parte della Onlus “in Dialogo”,  una comunità dedita al recupero di tossicodipendenti e alcolisti, per impiantare sul nostro territorio un’azienda per la lavorazione di rifiuti pericolosi e non. La cosa ci parve alquanto strana, una onlus che investe in rifiuti. Cosa ancor più strana, e per cui ci siamo battuti, era il fatto che l’azienda venisse autorizzata in un territorio già di per sé depredato, martoriato e distrutto ambientalmente, essendo lo stesso ubicato in pieno “SIN VALLE DEL SACCO”. Non distante da siti attenzionati di bonifica” vedi ex Olivieri” oltre al fiume Sacco distante non più di un centinaio metri>. Ed ecco la stoccata nei confronti della Giunta Galli: <Nella lettura degli atti relativi alla progettazione, alla richiesta di autorizzazione VIA, AIA ecc. balzò alla nostra attenzione il comportamento avuto dalla amministrazione cepranese. Sapevano della richiesta e della possibilità che venisse installato un sito di lavorazione rifiuti pericolosi e non, da circa 2 anni, già nel 2016. Furono assenti in due delle tre CDS “conferenze dei servizi”, come risulta agli atti. Comportamento irrispettoso e irresponsabile, quando ad operarlo è una amministrazione che dovrebbe essere dedita alla salvaguardia e alla difesa dei cittadini. Unico atto documentato, una missiva a firma dell’assessore all’ambiente del Comune di Ceprano e del Sindaco, in cui si dava parere negativo all’apertura del sito.Saputa la notizia,  ci mettemmo subito a disposizione proponendo una petizione popolare che ci diede modo di raccogliere circa 500 firme contro l’apertura del sito di lavorazione. Petizione che inoltrammo ai vari organi di tutela e competenza. Fummo additati come disfattisti, incompetenti, allarmisti, portatori di paure e generatori di odio. Fummo aggrediti in pubblica piazza da vari amministratori e competenti portatori di verità poi rivelatesi farlocche. Le risposte e le dichiarazioni erano sempre superficiali e poco esaustive, soprattutto quelle rilasciate in campagna elettorale. Demmo, oltremodo, soluzioni per contrastare l’interessamento e l’apertura>. Concludono i pentastellati: <A distanza di mesi e visti gli esiti, unica certezza con nostra grande soddisfazione, aver fatto tutto quello che era a nostra disposizione per il bene e l’incolumità di tutti nessuno escluso. È arrivato il momento di rispedire ai mittenti le accuse e le cattiveria che ci sono piombate addosso. Il tempo non è mai abbastanza, i galantuomini sono estinti, gli elicotteri stanno scaldando i motori e le verità vengono sempre a galla>. CAP
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