Come sta accadendo a livello nazionale, anche a Ceprano iniziano ad esserci delle novità riguardo la nuova creatura politica di Matteo Renzi. Nelle ultime ore, infatti, in due, Luciano Palese e Fabio Celletti, hanno deciso di lasciare il Pd e aderire al nuovo progetto di Italia Viva. Di seguito alcuni punti delle loro lettere di dimissioni, con passaggi di forte critica all’operato del Partito Democratico.
Queste le parole di Luciano Palese, fino a qualche ora fa esponente del direttivo del circolo PD di Ceprano e dalla Commissione di Garanzia Provinciale del Pd provinciale. Si legge nella sua lettera di dimissioni: <Non è mia intenzione rinnovare l’iscrizione per il nuovo anno. Si tratta di una decisione non certamente improvvisa ma che ho maturato in questi ultimi giorni e mesi durante i quali ho gradualmente ridotto la mia partecipazione alle iniziative del partito. Decisione che è stata comunque incentivata dalla recente scissione è la nascita del nuovo partito “Italia Viva”. Certo l’imbarbarimento del linguaggio e l’inasprimento dei rapporti umani avuti negli ultimi tempi all’interno della sezione hanno determinato il progressivo sfaldamento dello spirito di appartenenza e comunità nel quale mi sono sempre identificato. Troppe le distanze politiche che ormai da tempo mi frappongono con la linea intrapresa dal circolo di Ceprano e con la linea in generale intrapresa dal partito dopo l’insediamento del Segretario Zingaretti.Sembra ormai chiaro il progetto del segretario Zingaretti di snaturare la matrice culturale del progetto politico che ha portato alla fondazione del Partito Democratico. Certo di aver compiuto la scelta più coerente con le mie convinvinzioni possiate comprendere le ragioni di questa mia decisione, sicuro che le nostre strade sono destinate a incontrarsi>. A rincarare la dose è l’ex amministratore Fabio Celletti: <La proposta di Matteo Renzi è a mio giudizio una proposta di reale cambiamento di una società moderna. C’è la possibilità di percorrere una via alternativa di sviluppo del Paese e di vita interna al Partito che superi divisioni spesso del tutto individuali. Quindi nello spirito collaborativo che deve e dovrà distinguerci, un passaggio ad “Italia Viva” chiarisce un malessere ormai non più sanabile>. CAP
