(di Alessandro Andrelli) La consegna dei lavori per la realizzazione del campo da minigolf e della riqualificazione di piazza XIII Gennaio, avvenuta sabato 7 settembre, ha visto la maggioranza di De Donatis, schierata e sull’attenti, posare per foto e interviste. Tutti divi da “red carpet”, protagonisti di una “sceneggiata napoletana” senza eguali. Una novità a dir poco ridicola perché mai, da che ci si ricordi, alcuna consegna dei lavori è avvenuta in modo così plateale in città.

Una vera
“pacchianata politica” (non è la prima purtroppo), probabilmente voluta da De Donatis e dai suoi, come rivalsa per l’inizio del vero, primo e, per adesso, anche unico serio lavoro pubblico attribuibile esclusivamente al loro governare.
I piccoli interventi precedenti, che di fatto possono essere inquadrati come una semplice

manutenzione, sono niente in confronto al golf!!! Quindi, grande parata di petti gonfi e fieri, tutti pronti ad autoproclamarsi e pavoneggiarsi (anche con voce commossa!!!) per il proprio operato.
Peccato che, dietro le spalle dei nuovi “divi”, i tabelloni illustranti il progetto da realizzare, ricordano troppo quelli elettorali che, dallo scorso maggio, giacciono ancora lungo le vie della città tra erba alta ed immondizia (evviva il decoro e la pulizia!!!). Peccato, anche, che a fronte di un campo da
minigolf, tanto voluto dai rappresentanti di governo, i sorani si siano indebitati per ben 500mila euro e che la gente giocherà a golf, mentre Sora resta al buio (
foto a sinistra), con strade spente e pericolose (
foto a destra e
leggi qui), rischiarate soltanto da qualche cambio lampade “a pois” effettuato dall’autoscala comunale che sembra operare random, senza alcun criterio apparente (
leggi qui).

Peccato inoltre che gli amministratori di maggioranza, tanto impegnati a realizzare questo
famosissimo golf, non vedano i veri bisogni della città. Basta osservare il cimitero comunale, lasciato completamente allo sbando, per capire di cosa stiamo

parlando. E se il nostro interessamento di qualche tempo fa ha evidenziato una situazione a dir poco drammatica (
leggi qui), oggi la stessa risulta oggettivamente peggiorata e di tanto. All’interno del luogo sacro c’è immondizia non svuotata (
foto a sinistra) ed erba alta praticamente ovunque, cornicioni rotti e pericolanti (
foto a destra) con piante selvatiche cresciute sulla copertura (
foto a sinistra), sporcizia in ogni angolo. Alla totale assenza di pulizia e manutenzione si aggiungono fosse scavate e lasciate aperte (prima era soltanto una, adesso sono addirittura due –
foto a destra) in cui non si comprende bene se siano presenti resti di bare o

addirittura umani. Uno scandalo,
uno scempio, una cosa veramente inaccettabile, che continua e persevera tra il menefreghismo politico generale.
E se l’interno del cimitero è una vergogna, contro ogni sacralità del luogo, l’esterno è addirittura peggio tra aiuole non curate,

piene di erbaccia ingiallita (
foto a sinistra) siepi abbandonate (
foto a destra) e buste di panni vecchi buttati a terra (
foto nella gallery) con vicino scatole vuote di preservativi (
foto nella gallery) e contenitori di preservativi usati (
foto nella gallery). È una vergogna!!!
È una
assoluta vergogna che non ha precedenti né giustificazioni e che si commenta da sé. Il livello politico di chi ci governa e l’amore dimostrato per Sora sono sotto gli occhi di tutti. Così diventa inutile, patetico e segno di assoluta pochezza, oscurare sulla pagina Facebook del comune di Sora i

tantissimi commenti negativi dei cittadini sotto il post dell’inizio lavori del golf. Erano stati già letti!!!
Il clima di regime, del non far apparire cosa è realtà e procedere solo con le acclamazioni sul nulla cosmico, istaurato da più di tre anni dalla

peggiore maggioranza che Sora ricordi, continua grazie alla penne amiche. Queste, per far vedere a tutti i costi ciò che non c’è, continuano ad esaltare un numero incalcolabile di “asini che volano” a fronte di una realtà dei fatti completamente diversa.
Patetico!!! Invece di fare si brucia il tempo a raccontare una realtà che non esiste.
Alessandro Andrelli