Dopo la sosta per le vacanze estive, e tante iniziative in cantiere per i prossimi mesi, da parte dell’Avis Comunale di Ferentino, si doveva tornare a donare a Ferentino. In via del tutto straordinaria, solo per questa volta di domenica.

Un’iniziativa che ci si augurava potesse richiamare tanti donatori, o magari nuovi donatori, per la raccolta sangue di domani, domenica 1 settembre 2019, presso la “Casa del Donatore” di Ferentino, nei pressi del Villaggio Blu a Ferentino, zona Fresine Vasciotte.
L’appello chiaramente era stato quello di aderire all’iniziativa, recandosi presso il centro raccolta sangue, dalle ore 7.30 alle ore 11.30, per le donazioni che inizieranno dalle ore 8 fino alle ore 12.
E invece questa mattina, dopo vari disperati tentativi da parte dell’associazione avisina comunale di Ferentino, si è stati costrutti con una nota pubblicata sui social attorno alle ore 11.30, ad annullare la raccolta sangue, creando un forte disagio, non solo organizzativo, ma anche sociale per i tanti donatori che erano stati chiamati a raccolta, e per i malati, il vero motivo della raccolta sangue, che purtroppo non potranno ricevere il sangue.
E’ importante, va ricordato sempre, donare il sangue, perché è una sostanza fondamentale per il ciclo sanitario, soprattutto in periodi dove aumentano gli incidenti come l’estate, non potendo essere prodotto in laboratorio.
Purtroppo questioni prettamente organizzativa da parte di chi gestisce il personale medico, impedirà al centro di raccolta di Ferentino, risentito ovviamente per la notizia e dispiaciuto per non poter realizzare l’iniziativa straordinaria (normalmente si dona il sabato presso l’Avis Ferentino!) di donare il sangue domani.
Occorre fare polemica con il personale medico? Probabilmente sarebbe anche giusto, ma non ha alcun senso ora. Magari però ribadire il disservizio, far sì che tutti ne vengano a conoscenza, e si facciano una propria opinione di tale grave mancanza sociale oltre che sanitaria, è il modo migliore per responsabilizzare chi di dovere. In fondo, è bene sempre ricordarlo, i medici che prestano servizio nei centri raccolta sangue sono “pagati” dalle associazioni come l’Avis, o quando si tratta di raccolte dell’ASL sono pagati dal centro trasfusionale stesso, dunque non si tratta di volontariato.
Alessandro Andrelli