Alatri – Bambina sottratta ingiustamente alla famiglia

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
Continuano gli scandali sugli affidamenti illeciti di minori. Un’altra triste storia di bambini ingiustamente sottratti alle famiglie da servizi sociali, questa volta la zona interessata e la Ciociaria. Il Presidente Nazionale di Più Italia, Fabrizio Pignalberi fa accendere i riflettori ad Alatri.

“I fatti risalgono al lontano 2009, quando all’epoca Giorgia (nome di fantasia ndr), ora quindicenne, frequentava la scuola primaria di Alatri. Su indicazione dell’allora vicesindaco di Alatri, nonché assessore ai Servizi Sociali, al quale la madre della bambina si era rivolta per esporle il problema riguardante la figlia, Giorgia era stata trasferita presso un istituto del capoluogo, in seguito a un episodio di violenza fisica, perpetrata ai suoi danni da un bidello.  La bambina si era ambientata bene nella nuova scuola e nel pomeriggio, frequentava il doposcuola che si teneva in una struttura religiosa del frusinate. Tutto procede per il meglio, fino a quando alla madre della bambina, peraltro infermiera, le viene notificato un decreto del Tribunale dei Minorenni. Senza alcun motivo, le viene sospesa la patria potestà nei confronti della bambina. Viene nominato tutore l’allora Sindaco di Alatri. Da li inizia il calvario e la bambina viene strappata violentemente alla sua famiglia, ai suoi fratelli e trasferita in una casa famiglia di Frosinone. Viene indotta, mediante violenze psicologiche, dall’assistente sociale e da un noto neuropsichiatra dell’ASL di Frosinone, a rivelare di essere stata oggetto di violenze da parte della madre. Durante le visite, la madre vede che la bambina ha dei lividi e dei punti di sutura ed è costretta a mangiare cibi avariati, oltre che a dormire su lenzuola piene di urine. Decide di sporgere denuncia, immediatamente vengono eseguite delle perquisizioni e ascoltate assistenti sociali e personale del comune, a seguito della denuncia sporta alle autorità competenti, riesce a far sì che la figlia torni con lei. In preda alla disperazione e dal grande desiderio di fare giustizia per sua figlia, si rivolge di nuovo alle autorità per capire a che punto sono le indagini, ma nulla cambia, fino a quando non decide di provare a contattarmi. Presto la piccola potrà avere giustizia anche se nessuno potrà mai restituirgli la serenità alla piccola ragazzina. Sarà il P.M., la Dott.ssa Trotta, che sta curando le indagini, a spiegarci il motivo di questo silenzio totale, su una vicenda grave e delicata. Dovrà spiegare e chiarire il perché, nessun provvedimento è stato preso in merito alla vicenda, nonostante le prove rilevate durante la perquisizione e prove consegnate dalla mamma”. Fabrizio Pignalberi pone delle domande al magistrato: Perché LA STRUTTURA continua ad essere APERTA? Perché il PERSONALE e le SUORE della struttura continuano regolarmente a SVOLGERE l’attività? Sulle assistenti sociali quali sono stati provvedimenti?” Il presidente vuole GIUSTIZIA e TRASPARENZA vista la grave situazione e assolutamente non vuole che finisca il fascicolo nel dimenticatoio. La nota dei fatti sopra esposti sono pervenuti a PIÙ ITALIA direttamente dalla mamma di GRETA. (Foto di repertorio) Anna Ammanniti
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento