Editoriale – Sora, l’incapacità politica spiana la città e si aspetta il 2021

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Se dall’inizio il governo di De Donatis si è distinto per caos, incapacità e incompetenza politica, dopo 38 mesi la situazione è senza dubbio peggiorata. I consiglieri di maggioranza si mostrano “squadra di dilettanti allo sbaraglio”, protagonisti indiscussi del “nulla cosmico” che hanno saputo generare su Sora. Non c’è niente che vada per il verso giusto, a cominciare dal palazzo comunale dove è totale bagarre. Si dice che, da ottobre 2018, i dipendenti non ricevano più in busta paga il salario accessorio. Quindi, se da una parte turni, reperibilità e straordinari vengono assicurati, dall’altra i lavoratori non verrebbero retribuiti se non con lo stipendio base.

Stesso discorso vale per il resto del Fondo dei Dipendenti (anno 2018), inerente la produttività ed il raggiungimento degli obiettivi, per la cui liquidazione si è stati costretti a proclamare lo stato di agitazione (leggi qui) e a far intervenire S.E. il Prefetto (leggi qui). Il tempo passa, ma la situazione di fatto non cambia. La faccenda di per sé assume dimensioni sempre più preoccupanti e dire che alcuni lavoratori sono furiosi è dire poco, perché oltre alle infinite difficoltà personali, derivanti dalla mancata erogazione delle somme, si sentono anche beffeggiati. A tal proposito, c’è chi racconta che le “teste reali di palazzo” in più di qualche occasione si sarebbero lasciate sfuggire che mai e poi mai distribuiranno tali importi ai lavoratori, costi quel che costi. Così, rapite da uno squilibrato delirio di onnipotenza, di odio politico e di rancore privo di logica, sembrano parlare di soldi propri e non di contratto collettivo nazionale di lavoro. Il tutto mentre si continua, imperterriti ed inarrestabili, a demolire le ultime macerie rimaste della macchina comunale, pensando da mesi ad un’altra organizzazione che riuscirà sicuramente a disorganizzare ulteriormente ciò che è stato già totalmente disorganizzato e distrutto due anni e mezzo fa. E se con il personale è una barzelletta, politicamente è ancora peggio. Da giorni si parla soltanto di rimpasto della giunta di De Donatis e si resta basiti dalle parole spese sull’argomento. Sembra vero tutto ed il contrario di tutto, perché prima si dice e poi si sdice e la colpa è sempre degli altri. Un vero e proprio mercato mentre la città cade sempre più in basso senza che a nessuno interessi. Nel tragico, però, c’è sempre anche il comico che diventa barzelletta quando una timida frangia della maggioranza prova ad evidenziare l’insostenibilità della presenza in giunta di Gemmiti a fronte della fuoriuscita di Vinciguerra dalla maggioranza. Immediatamente un’alzata di scudi si erge a difesa dell’assessore. De Donatis, come primo scudiero, ne esalta le doti politiche, contro ogni evidenza di fatti e risultati, perché i frutti della gestione gemminiana sono di fatto evidenti a tutti. Il museo, privo da anni di un direttore (che vergogna!!!), è praticamente chiuso. La biblioteca è divenuta vittima di un patetico duopolio che, senza preparazione alcuna, avrebbe diritto di parola su tutto, decidendo “quando”, “come” “se” e “cosa fare”. L’archivio Valente, dopo 3 anni, ancora è in attesa di nascere. L’estate sorana non esiste e ha picchi di pubblico solo grazie ad eventi organizzati dalle associazioni. Allo stesso modo i grandi appuntamenti come il carnevale, la passione vivente e l’infiorata. Non si hanno più notizie sulla collaborazione con il Conservatorio di Frosinone. La Wi Fi in biblioteca rimane una chimera. Le richieste di finanziamento vengono sonoramente bocciate, ultima in ordine cronologico quella su “I luoghi della cultura”, con cui la Regione Lazio ha distribuito oltre 3 milioni e mezzo di euro di finanziamenti ai comuni del Lazio. Sora non c’è!!! Insomma, nella pratica dei fatti, sono infiniti i proclami, tantissimi gli annunci e zero i risultati!!! Come mai quindi questa difesa del sindaco nei confronti di Gemmiti? La risposta è ovviamente politica. Non sono i risultati sulla città a blindare l’assessore, ma l’asse di ferro Gemmiti – Paolacci/Paolacci – De Donatis. In politica contano i numeri ed avere in giunta un “cavalier servente” politico fa la differenza. Cacciato Gemmiti, De Donatis e Paolacci dove troveranno un altro “maggiordomo yes man” (politicamente parlando s’intende)? Di fronte a tale presa di posizione del primo cittadino, la frangia degli oppositori si sarebbe ritirata a cuccia, chiedendo quasi scusa per il disturbo perché di fatto una vera e propria crisi politica non conviene a nessuno. Ciascuno è troppo interessato a proteggere e difendere il proprio orticello, nessuno pensa alla città. A Sora non resta altro che giacere sempre più in ginocchio, famosa soltanto sugli elenchi della Regione Lazio che decretano la non ammissione ai finanziamenti (vedi foto al n. 129). Così, dopo aver toccato il punto di minimo si raggiungono gli abissi, leggendo i proclami di De Donatis che, dopo tre anni, ancora cerca fondi per la messa in sicurezza di via Cellaro. Il tutto mentre il campo da golf, la pista ciclabile e la scuola di Renzo Piano restano avvolti nella nebbia più fitta e Sora continua a giacere al buio con la piattaforma che, dopo quasi un anno di assenza, cambia solo una luce qua e ne lascia spente dieci di là. I cittadini sono infuriati di fronte a una realtà che è fallimento e distruzione. Non c’è cosa che funzioni, non c’è problema che si risolva. Sora è in macerie… non resta altro che piangere e aspettare il 2021!!! Alessandro Andrelli
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