(di Anna Ammanniti) Il mostro di cemento che sorgeva sulla collina che svetta su via Fabrateria Vetus e via Morolense, simbolo della mala politica e del malaffare, è stato abbattuto finalmente lo scorso 19 agosto!
Un plauso all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Caligiore che ha puntato i piedi e con estrema sollecitudine, paragonabile ad un’attività di vero e proprio “stalkeraggio” presso gli organi competenti, è riuscito a trasformare le miriadi di parole e promesse scritte nei programmi elettorali, puntualmente portate via dal vento, in fatti concreti: l’ecomostro finalmente non c’è più! Un grande schiaffo alla vecchia politica, il non aver mai abbassato la guardia da parte di Caligiore ha fatto sì che fosse tutto pronto per radere al suolo il monumento della vergogna. La “struttura dello spreco” venne costruita a cavallo tra gli anni 60 e 70, doveva essere un grande nuovo ospedale. Vennero spesi inizialmente più di un miliardo di lire messi dalla Cassa del Mezzogiorno dal Ministero dei Lavori Pubblici. La struttura venne realizzata da una ditta legata alla famiglia mafiosa dei Cuntrera, i “banchieri di Cosa Nostra”. Nel 1975 la famiglia Cuntrera si trasferì in America e i lavori al nuovo ospedale si fermarono. Dopo di che a causa di una variante al progetto, il costo del progetto superò i due miliardi di lire. Nel frattempo subentrò un’altra ditta e i costi lievitarono fino ad arrivare a più di otto miliardi e mezzo di lire. Intanto negli anni ’80, con la legge Basaglia venne chiuso il manicomio e liberato l’edificio che lo ospitava, nel quale venne trasferito l’ospedale di Ceccano e la struttura di cemento sulla collina venne abbandonata. Con gli anni quell’opera incompiuta è stata chiamata enfaticamente ecomostro, simbolo del fallimento della classe politica locale, passiva dinanzi a ciò che stava accadendo e simbolo di un grande sperpero di denaro pubblico. Una struttura fatiscente, pericolosa per i cumuli di macerie, abbandonata alla sporcizia, alla vegetazione incolta, ai topi. L’avvio della demolizione dell’obbrobrio è arrivato dopo l’annuncio di costruzione delle nuove strutture sanitarie da parte della Regione Lazio nel 2015, con lo stanziamento dei fondi necessari. La demolizione è iniziata il 29 luglio scorso e il 19 scorso l’ecomostro è sparito per sempre in via Fabrateria Vetus. La zona verrà bonificata e riqualificata e al suo posto verrà costruita la nuova sede Rems, una struttura riabilitativa per malati psichiatrici con 40 posti letto. La demolizione del mostro di cemento porta via con sé un certo modo di fare politica che per 50 anni ha segnato in negativo la città. L’abbattimento dell’orrendo rudere, che per mezzo secolo ha offeso la dignità dei ceccanesi, riconsegna loro il dovuto rispetto, chiudendo un bruttissimo capitolo di storia, fatto di vicende di degrado ambientale, spreco di denaro, cattiva politica e di vere e proprie azioni criminali. Anna Ammanniti
