Fernando Fioramonti abbandona Di Maio, le Stelle scompaiono dal firmamento di Palazzo d’Iseo. Con uno sfogo che si presagiva da tempo, il capogruppo consiliare pentastellato Fernando Fioramonti denuncia la profonda delusione per aver creduto nel M5S, annunciando “nel prossimo consiglio comunale utile formalizzerò la mia uscita dal gruppo m5s, ma 1620 voti mi spingono a non uscire dalla politica.
Ho preso un impegno con la città, ed intendo portarlo a termine. Perché la politica senza senso di responsabilità non è utile alla nostra città”. Nessun riferimento a fatti locali, né a delusioni per aver concluso poco o nulla rispetto all’Ospedale, all’Ambiente, all’occupazione. Le bordate sono tutte per i vertici nazionali ”brusco ridimensionamento del RdC (i 17 miliardi di tagli che si dovevano fare?), alla posizione politica sulla TAV (decisione del governo scaricata sulle camere sapendo che tutti gli ALTRI avrebbero votato a favore della TAV) o sulla TAP come della stessa ideologia anti obbligo sui Vaccini (non se ne parla più)”. Addirittura “il compromesso c’è stato anche sull’idea politica di base del Movimento che si è sempre posto come apartitico, né di destra e né di sinistra ma poi, nel falso nome del Contratto di Governo, ha avvalorato scelte Fasciste ed antiDemocratiche oltre che avvalorare la propaganda Governativa e non la Politica del fare”. La decisione ha provocato reazioni di diverso tipo, e si attendono bordate. Dopo il lusinghiero risultato alle comunali del 2018, il gruppo inizialmente compatto si è sfaldato, addirittura nascendo un secondo Meetup acceso antagonista dello stesso Fioramonti. Sul futuro prossimo non c’è chiarezza, come del resto nella restante minoranza consiliare. Fratelli d’Italia potrebbe acquisire due o tre degli attuali consiglieri di opposizione, da Gianluigi Ferretti ad Antonio Necci senza escludere Valeriano Tasca, determinando una nuova geografia foriera di novità anche eclatanti. Jackal
