Editoriale – Sindaci indagati, la fine della politica

Anna Ammanniti
3 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Quando la marmellata piace un po’ a tutti e c’è chi ne è così goloso tanto da farsi sorprendere con le dita nel vasetto!

Ovviamente vige sempre il principio dell’innocenza fino a sentenza di condanna definitiva …bla bla bla… ma negli ultimi mesi la provincia di Frosinone è stata teatro di affari poco chiari, così moderatamente limpidi, da indurre le forze dell’ordine ad accertare la loro regolarità. In questo ultimo periodo hanno infatti “distribuito” decine e decine di avvisi di garanzia per capire. Al di là delle responsabilità penali a cui dovranno rispondere gli indagati, la questione sta diventando un disagio sociale. I cittadini già parecchio distanti, guardano con diffidenza la politica e dopo gli ultimi fatti si ritrovano palesemente disorientati. I numerosi politici coinvolti nelle indagini, partendo da Anagni, passando per Ferentino e Sgurgola, toccando la new entry dell’ultima ora Alatri, arrivando a Piedimonte San Germano, Cervaro … sono di diverse fazioni politiche: dove e a chi riporre le speranze di una politica pulita? Da una parte ci sono i cittadini che si sentono traditi nell’apprendere certe notizie, da un’altra parte ci sono persone che preferiscono buttare tutto in caciara, non riescono proprio a cogliere dove sta il peccato, perché ormai lo si vive come fosse la normalità delle cose e non ci si scandalizza più. C’è impellente necessità di riportare le cose nell’ordine giusto, bisogno di distinguere le azioni legali dagli atti illeciti. Abbiamo seppellito da anni la prima Repubblica, la speranza era che qualcosa sarebbe finalmente cambiato. Invece ci si ritrova a rimpiangere ciò che all’epoca si era ripudiato. Questo vuol dire che la fase che si sta vivendo oggi è peggiore del periodo della prima Repubblica? Cosa ne pensano le associazioni, i comitati, la società civile di questo periodo storico, in cui quotidianamente apprendiamo notizie di politici, sindaci, funzionari, implicati in faccende poco chiare? È necessario lanciare un appello alle associazioni, affinché venga promosso un dibattito pubblico sulla legalità e la correttezza amministrativa. La società civile deve prendere iniziative, laddove la politica rimane silente, deve intervenire, sostituendosi alla dibattito politico, quando esso si riduce al semplice gossip, concentrato per esempio sui rimpasti di giunta, sulla distribuzione delle poltrone, del potere, piuttosto che su azioni concrete, quali possono essere l’affrontare essenziali questioni morali e civili. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento