Il vice brigadiere Mario Cerciello Rega è stato ucciso accoltellato nella notte tra il 25 e 26 luglio. Sono stati fermati per l’omicidio, i due americani Elder Lee e Natale Hjorth. Omicidio aggravato in concorso e tentata estorsione, le imputazioni a carico dei due giovani.
Elder Lee e Natale Hjorth hanno 19 e 18 anni, sarebbero loro i responsabili della morte del militare 35enne. A supportare la tesi dei magistrati anche la confessione di uno dei due giovani, Elder Lee. Il carabiniere è stato ucciso poco dopo le tre del mattino, in via Pietro Cossa, quartiere Prati, pieno centro cittadino. Mario Cerciello Rega, durante il servizio in borghese stava facendo un controllo su due persone che trasportavano un borsello sospetto, probabilmente rubato poco prima a Trastevere. La dinamica del delitto resta ancora tutta da chiarire. Secondo una primissima ricostruzione un uomo è stato scippato del borsello in piazza Mastai. La vittima avrebbe chiamato il suo cellulare e preso accordi con i ladri per riavere la borsa, un “cavallo di ritorno”, ma all’incontro in piazza Cavour si sarebbero invece presentati i militari, avvisati dalla vittima. Quando i carabineri li hanno bloccati, uno dei due ha estratto un coltello e ha pugnalato il vice brigadiere con otto coltellate, una delle quali sferrata all’altezza del cuore, un’altra alla schiena. Nella perquisizione effettuata nella camera d’albergo in cui alloggiavano i due californiani è stato trovato, nascosto in un controsoffitto, il coltello utilizzato per il delitto. Inoltre nella stanza gli inquirenti avrebbero rinvenuto un flacone di Xanax, un potente ansiolitico. Chi indaga non esclude che i due avessero assunto alcolici prima di incontrare i due carabinieri in borghese. Nella triste vicenda è sbucato Sergio Brugiatelli, il proprietario dello zaino rubato dai due americani. L’uomo, con precedenti penali, ha indicato i pusher ai due americani e gli spacciatori hanno venduto loro aspirina tritata invece che cocaina. I due giovani per reazione gli hanno portato via di forza lo zaino. Brugiatelli avrebbe chiamato il 112 per dare l’allarme dicendo che erano stati due maghrebini a derubarlo, dicendo che voleva depistare. Le domande sorgono spontanee: chiamare i Carabinieri per poi depistare? Con quale telefono ha chiamato se gli era stato rubato? È piuttosto insolito che una persona con precedenti e coinvolto in traffici illeciti si rivolga ai carabinieri per denunciare di essere vittima di un furto. Insolito pure che due ragazzi che rubano uno zainetto rispondono al telefono rubato. Anna Ammanniti
