Anagni – Radicina, dopo mesi di siccità ancora percolato (foto)

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La ex discarica Radicina, nata nel 1996 all’interno della Macchia, il cuore verde della città, rappresenta ancora oggi un atto di pura violenza perpetrato alla natura. Con le sembianze di collina “artificiale” da decenni sputa veleno, danneggiando l’ambiente e la salute dell’uomo. Il veleno si chiama percolato ed é il liquido che si forma dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti, o dalla decomposizione degli stessi.

Nel mese di gennaio scorso l’amministrazione comunale ha effettuato lo svuotamento della vasca di raccolta del percolato, però in questi giorni ai piedi della “collina – discarica” vi è di nuovo abbondante liquido nero, nonostante le alte temperature e le settimane di siccità.

Questo molto probabilmente a dimostrazione che la fuoriuscita non deriva solo dalle piogge, ma anche dalla falda che periodicamente tende ad affiorare. Esperti del settore hanno ipotizzato da tempo che la fuoriuscita del percolato, sarebbe causata da una falda “galleggiante” che si alza fino al livello del suolo, permettendo la colata dal basso del liquido putrido. Questa considerazione è frutto del fatto che il percolato fuoriesce a fasi alterne ed a volte senza che ci siano state piogge, come in questo periodo. Se l’ipotesi falda fosse accertata i lavori di messa in sicurezza che inizieranno a giorni, sarebbero del tutto vani.

La certezza si avrà solo quando saranno messi dei piezometri, ossia dei piccoli pozzi attorno al perimetro della discarica, che serviranno per prelevare periodicamente acqua di falda e controllarla. Secondo il progetto ne saranno installati almeno cinque. Dato di fatto è che quando il flusso di percolato è abbondante, i fossi si riempiono, il liquido nocivo finisce nel Fosso delle Monache, che si imette nel torrente Valleriani, fino ad arrivare al torrente Alabro per sfociare nel fiume Sacco, assicurando un serio problema all’ambiente. Quel carico enorme di immondizia ricoperto da un tappeto verde, nasconde purtroppo una grande bomba ecologica. L’unica ed efficace soluzione sarebbe la rimozione totale della discarica, ma la Regione Lazio è pronta ad investire 2 milioni di euro per salvare un territorio già abbastanza martoriato dal punto di vista ambientale?

Anna Ammanniti

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