(di Anna Ammanniti) Quindici giorni fa con una brillante operazione i Carabinieri Forestali del N.I.P.A.A.F. di Frosinone arrestavano otto persone e nello stesso tempo, nell’ intreccio degli affari del titolare di una ditta di Anagni, risulterebbe coinvolto anche il sindaco Daniele Natalia e un tecnico comunale.
Sulla nota stampa dei Carabinieri Forestali si leggeva che “per ottenere l’assegnazione di futuri appalti da parte del Comune di Anagni, in particolare per la messa in sicurezza del territorio a causa di dissesti idrogeologici, i rappresentanti della società di Anagni assumevano un amico d’infanzia di un esponente politico del Comune (il sindaco Natalia ndr), su sua espressa richiesta.” Nel frattempo, nell’agosto del 2018, alla società veniva affidato dal competente servizio l’appalto per la disinfestazione del Comune di Anagni, e – sempre secondo il NIPAAF – “facendo risultare una indagine di mercato in realtà mai avvenuta e senza neanche aver visionato un preventivo prima dello stesso affidamento dei lavori” Una notizia questa che ha scombussolato la città di Anagni e mentre il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi, coinvolto nella stessa operazione si è affrettato a indire un consiglio comunale per discutere pubblicamente della vicenda, per una questione di democrazia e trasparenza nella gestione della cosa pubblica, sulla città dei papi è calato il silenzio, un silenzio forzato che spaventa più delle parole. La minoranza ha richiesto una conferenza stampa e ha rivolto al sindaco precise domande, ma nulla, tutto tace da più di due settimane. In questi giorni di tensione che si taglia con il coltello, tranne qualche voce dell’opposizione che tenta di riproporre la questione, non ci sono iniziative incisive, né eclatanti, anzi c’è qualche consigliere di minoranza che si dissocia non facendo ancora capire da che parte sta e a quale gioco stia giocando. Mentre la maggioranza, nonostante abbia tante anime politiche e civiche, che ben potrebbero aprire un confronto interno e una verifica della situazione politico-amministrativa, fa finta di nulla, se non ripetere stancamente che va tutto bene. Ma in realtà non va tutto bene, il sindaco risulterebbe indagato e non si può ignorare. Poi ci sono i cittadini che non sanno più cosa pensare! Da una parte ci sono i giustizialisti che già intravedono condanne definitive, dall’altra parte sono schierati i giustificazionisti, che recitano la solita manfrina del “volemose bene” e che è tutta un’esagerazione. I fatti di cronaca recitano però che ci sarebbe un sindaco indagato, al quale vengono contestati reati di peso. Salvo il principio dell’innocenza fino a sentenza di condanna definitiva, dopo due settimane, il silenzio è un po’ troppo! Anna Ammanniti
