Sora -“Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola”, progetto Agendi premiato da Telecom (video)

Irene Mizzoni
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“Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola”: un progetto per la promozione della Comunicazione Aumentativa Alternativa a Sora qualificato per un bando di Fondazione Telecom ai vertici fra le più grandi realtà nazionali del settore socio-sanitario.

Dalla fattiva collaborazione fra A.Gen.Di. (Associazione Genitori Dei Disabili), la ASL FRC – settore TSMREE – di Sora e i familiari di Gerardo Iafrate, che hanno dato la disponibilità all’uso di una sede privata idonea, nei mesi scorsi è nato il progetto “Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola”. Nel territorio molto vasto e frammentato del Distretto Sanitario di Sora (27 comuni per circa 105.000 abitanti) solo nella fascia d’eta 0-18, quella oggetto dell’attività del servizio Tutela Salute Mentale Riabilitazione Età Evolutiva, ad oggi si contano oltre 100 persone (circa il 6% dei disabili in generale) con bisogni comunicativi complessi, per patologie neuromotorie, disabilità cognitiva, sindrome autistica, SLA, …. Il progetto “Devo dirti una cosa – Comunicare oltre la parola” si propone di offrire a persone con bisogni comunicativi complessi, nella fascia d’età 0-99, un percorso completo di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e di formare, informare e sensibilizzare volontari, famiglie, altri soggetti disabili, operatori del terzo settore e scuole, attraverso: – la valutazione del piano individuale per la pratica della CAA per ciascuna persona presa in carico; – la realizzazione di un centro desanitarizzato per la valutazione e la diffusione della CAA, essenzialmente costituito da un’”ausilioteca” (spazio per la prova e l’utilizzo di ausilii di supporto alla comunicazione complessa, basati su tecnologie di comunicazione semplificata, giochi e sensoristica); – lo sviluppo di laboratori per la sensibilizzazione, formazione e informazione di familiari, operatori sanitari e del terzo settore e scolasti, volontari e persone con altra forma di disabilità che possano fungere da tutor; – convegni per la sensibilizzazione e informazione del contesto sociale e culturale. Lo scopo finale del progetto è quello di incentivare la comprensione del diverso modo di concepire il mondo di ciascuno di noi perché possa essere la linea guida su cui sviluppare la nostra comunicazione con gli altri, autentica base di una società eterogenea e aperta. Il progetto ha partecipato, per il suo finanziamento, al bando 2019 di Fondazione TIM: nella fase di ammissione, sottoposta alla votazione dei dipendenti del gruppo Telecom, si è qualificato 3°, per numero di voti, su 50 progetti ammessi. Con orgoglio possiamo dire che il progetto si è qualificato tra giganti del terzo settore in Italia, dietro l’Ospedale Gaslini di Genova e davanti al Bambin Gesù di Roma. Il 18 luglio p.v. in un evento organizzato da Fondazione TIM a Roma sarà assegnato il premio al vincitore. Valeria Altobelli
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