Anagni – Il depuratore? Tutto da rifare!

Ettore Cesaritti
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La depurazione delle acque reflue resta il problema dei problemi, per la città ed il territorio di Anagni; in particolare, la zona industriale.

I cittadini e le imprese attendono da decenni l’entrata in funzione del depuratore consortile, più volte annunciata con grancassa ma mai avvenuta. La On. Ilaria Fontana, M5S, ebbe a verificare la situazione già nel gennaio 2019, tornando a riferirla immutata nei giorni scorsi. A fronte del depuratore consortile, le cui condizioni hanno provocato l’iscrizione di Anagni nell’elenco delle procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea, giunge la notizia del depuratore di San Bartolomeo, che aggrava un presente già nebuloso. A seguito dell’intervento dei Carabinieri di Anagni, che chiesero ottenendolo il sostegno dell’Arpa, sarebbe stato accertato il mancato funzionamento dell’impianto. Anzi: il non funzionamento; a quanto pare, i liquami bypasserebbero la condotta finendo tal quali nel Mola Santa Maria e da qui nel fiume Sacco. Il gestore idrico avrebbe ammesso la gravità della situazione, decidendo di realizzare il nuovo depuratore; tra l’altro, già finanziato dalla regione Lazio. Intanto l’ufficio Ambiente del Comune ha deciso di chiedere ad Arpa e Carabinieri una relazione dettagliata; se i terreni risulteranno contaminati, l’ente potrebbe richiedere adeguato risarcimento ai responsabili. Jackal  
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