( di Anna Ammanniti) Nella giornata di ieri, i Carabinieri Forestali hanno messo a segno due importanti operazioni per il contrasto dei reati ambientali.
Ancora una volta i comportamenti illeciti di persone senza coscienza, messi in atto in modo sconsiderato, sono andati a ledere pesantemente il diritto alla salute. È difatti ormai affermata la consapevolezza dello stretto legame fra le questioni ambientali e la salute. A Morolo l’allarme è scattato in seguito alla comparsa di schiuma nel fiume Sacco. Arpa Lazio effettuando le analisi, aveva rilevato il superamento dei limiti di legge. L’azienda incriminata aveva “ben pensato” di scaricare reflui nel suolo che convogliavano “silenziosamente” nel fiume Sacco. D’altra parte si tratta di 87 km di corso d’acqua che raccoglie tutti i “veleni” della Valle e la questione degli scarichi illegali non è da tempo più una novità. Sono almeno 50 anni che le acque del fiume Sacco raccolgono gli sversamenti tossici e le persone continuano ad ammalarsi di tumore. Ogni tanto emerge la schiuma, un fenomeno che come un pugno allo stomaco, un nodo che toglie l’aria, ti spiattella sotto il naso la realtà: il fiume è inquinato, sempre, anche senza schiuma, è denso di sostanze tossiche che fanno male!
Nell’acqua del fiume che attraversa la Valle dei Veleni (nomignolo guadagnato tutto sul campo) l’Arpa ha trovato solfiti e tensioattivi, molecole che comportano un rilevante impatto ambientale! I solfiti sono conservanti molto utilizzati nell’industria alimentare, ovviamente non sono benefici per la salute, sono sostanze potenzialmente allergizzanti, gas incolori, dall’odore pungente. Si tratta di uno degli agenti inquinanti dell’aria che reagendo con l’acqua forma l’acido solforico, responsabile di piogge acide, che danneggiano natura e monumenti. Il tensioattivo invece è il corrispondente industriale del sapone ed ha, nemmeno a dirlo, un elevato impatto sull’ambiente. Non è biodegradabile e nei corsi di acqua è responsabile del fenomeno di eutrofizzazione. Questi detergenti realizzati con grosse quantità di sostanze derivate da zolfo, fosforo e azoto, sono dei nutrienti per le piante acquatiche e le fanno crescere più del dovuto, facendo aumentare l’attività batterica, riducendo la quantità di ossigeno nell’acqua e facendo “soffocare” gli stessi pesci! Immettere nell’eco sistema certe sostanze è da incoscienti, l’ambiente una volta danneggiato non verrà restituito indietro, non si potrà far domanda per averne uno nuovo. L’ambiente è salute, quanto più è danneggiato, tanto la salute degli esseri viventi sarà precaria.
Mentre a Morolo si metteva fine a questo scempio alla natura, ad Atina i Carabinieri Forestali hanno scoperto un altro comportamento illecito nei confronti dell’ambiente. Sono state sequestrate 48 tonnellate di rifiuti, stipate all’interno di un capannone industriale, qui venivano stoccati rifiuti, per un tempo superiore a quello previsto dalla legge. Impensabile in caso di incendio, cosa sarebbe potuto succedere. Si tratta di azioni scriteriate che mettono a repentaglio la salute di troppa gente! Quanto ancora deve incassare il cittadino della Valle del Sacco?
Le azioni di queste persone contribuiscono in gran parte a danneggiarne la salute. L’inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo si è impadronito della zona. Un messaggio per tutti quelli che, mettendo davanti a tutti le banconote colorate, depredano la salute degli altri: senza ossigeno e senza acqua non c’è vita. Elementi vitali che non si possono acquistare nei supermercati. (foto repertorio)
Anna Ammanniti
