(di Alessandro Andrelli) Trentasei mesi di nebbia e caos, di confusione ed errori, di sfascio e bagarre, nonché di una riorganizzazione a dir poco pessima che porta ad annientare tutto l’assetto amministrativo dell’Ente, hanno gettato Sora nel baratro più profondo. Lo stato delle cose è sotto gli occhi di tutti, perché realtà quotidiana. Ma è mai davvero possibile che De Donatis ed i suoi non ne azzecchino una?
Sicuramente il peggio non è finito mai, ma alla luce degli ultimi eventi viene da chiedersi se tale peggio sia veramente causato dall’assoluta incapacità di tutto il gruppo di governo, o è voluto dall’astuzia di pochi che utilizzano e si nascondono dietro il “non fare”, il “non saper fare” e il “fare male” di chi è stato scelto solo perché serviva alla “causa”. Sembrerebbe, infatti, che il progetto sia stato pensato tempo addietro e che la terribile realtà attuale sia stata programmata a tavolino e voluta da pochissime persone che, tenendo saldo il timone, virano il Titanic a proprio piacimento, verso obiettivi e interessi prefissati. Così, tra le macerie della città ridotta a rudere di se stessa, si opera in silenzio mentre l’attenzione generale è puntata su altro. Si fanno domande (tutte senza risposta!) sui 45 mila euro spesi per avere “luci spente” ovunque, mentre la città è allo sbando in ogni senso (decoro, commercio, servizi e assenza di concretezza). Ci sono i tifosi rapiti dal nuovo patron della squadra di calcio e concentrati sull’iscrizione al nuovo campionato. Si aggiungono ai primi, quelli delusi per un altro anno di esilio della prima squadra di pallavolo a Veroli. Si parla della “latitanza” del sindaco che ha traslato tutti gli appuntamenti con i cittadini dall’inizio di luglio alla fine di agosto senza possibilità di replica. C’è poi chi si chiede che fine abbia fatto il minigolf dopo un mutuo (e quindi tutti debiti!!!) contratto tre anni fa senza nessun lavoro iniziato fino ad oggi. Insomma una bagarre generale, piena di nebbia fitta e tenebre, in cui è facile “attaccare la Bastiglia”. Voci vicine alle stanze del potere danno per certo che, oltre alla realizzazione della scuola di Renzo Piano, si voglia vendere a tutti i costi la farmacia comunale. Due obiettivi prioritari (gli unici che sembrano interessare veramente!!!) che porterebbero addirittura acerrimi nemici a diventare amici, rinnegando il passato e cancellando quello che si è sempre detto e fatto senza alcun ritegno. Sembra che si sarebbe disposti ad arrotare chiunque per raggiungere la meta. Allora perché tutto questo accanimento per una scuola di legno che costa in media quasi 850mila euro ad aula? Perché la volontà di vendere la farmacia comunale che rappresenta un bene importante per Sora e per i sorani? Che cosa si nasconde dietro tutto ciò? Che interessi ci sono per volere a tutti i costi che le cose vadano in un certo modo? Domande che riecheggiano accompagnate da tante voci. Alcune davvero pesanti che appaiono trovare quadratura con scenari di contorno. Il tempo, comunque, è galantuomo e prima o poi fornirà tutte le risposte. Sora, seppure distratta da tante altre cose, non può permettersi di trascurare niente. Nel frattempo, sembra essere sempre più impellente la partenza del segretario generale verso altra sede. Di fatto non ce la farebbe più a tollerare angherie e comportamenti scorretti, nonché “complotti” studiati ad hoc per metterla in difficoltà. Se la sua partenza fosse confermata, sarebbe il quarto segretario fatto fuori in tre anni dall’amministrazione De Donatis. Strike su tutta la linea… e avanti il prossimo!!! Nel frattempo, voci indiscrete dicono che sarebbe pronta in Regione Lazio la revoca del finanziamento inerente i lavori per la strada di accesso all’ospedale, a causa (sembrerebbe!) di mancata contabilizzazione e adempimenti vari da parte del comune di Sora. Dopo quello dell’ex scuola San Giorgio, questo sarebbe il secondo finanziamento revocato con la differenza che lì i lavori non erano iniziati, mentre qui sono praticamente già finiti. Del resto è chiaro a tutti come De Donatis e la sua squadra siano più bravi a fare debiti che a ricevere soldi a fondo perduto. Nel frattempo in città è iniziata l’estate sorana. Appare evidente che le uniche manifestazioni riuscite sono quelle organizzate dalle associazioni. Durante tali eventi tutta la maggioranza è generalmente assente, al massimo è presente il “maggiordomo” che corre di qua e di là senza meta. Povera Sora… davvero povera Sora, altro da aggiungere non c’è! Alessandro Andrelli
