La società Marangoni Tyre (in liquidazione), debitrice nei confronti del Comune di Anagni di oltre 950mila euro tra IMU e TASI relativi agli anni compresi tra il 2014 e il 2018, ha ottenuto la rateizzazione.
Trattandosi di ente in liquidazione, la procedura non può essere definita se non dopo l’azzeramento dei debiti, a qualsiasi titolo e nei confronti di chicchessia, soprattutto dello Stato. Con la delibera n. 201 del 27 giugno 2019, la giunta comunale ha approvato quindi la richiesta della Marangoni Tyre, dando il via libera alla rateizzazione dell’importo dovuto dalla società, che si è impegnata a pagarlo in n. 72 rate mensili. Il provvedimento, come previsto in certi casi, è stato adottato in considerazione del “particolare momento di crisi economica congiunturale che sta attraversando il Paese, a tutela delle categorie più svantaggiate o aziende in situazioni di particolare difficoltà economica”. La Marangoni Tyre, diversa dalla Marangoni SpA proprietaria del termocombustore, avrebbe volentieri effettuato la rottamazione secondo quanto deciso da Governo; l’agevolazione, che avrebbe consentito l’abbattimento dei costi eliminando una serie di somme accessorie, non è stata possibile per l’assenza delle cartelle esattoriali. Il Comune, infatti, dal 2014 non avrebbe consegnato i ruoli ad Equitalia (Agenzia delle Entrate Riscossione). Numerosi cittadini si sono recati presso gli uffici finanziari del Comune, chiedendo spiegazioni ma ricevendo risposte farfugliate e affatto esaustive. Una vicenda che potrebbe riaprire una polemica, stavolta non politica, piuttosto complicata. Jackal
